Scuola e mobilità sostenibile, va avanti il progetto la “mia scuola va in classe A”

Si tratta di un progetto pilota per una nuova mobilità sostenibile intorno ai plessi scolastici voluto dal comune di Venezia nell'ambito del programma europeo P.U.M.A.S. Conclusa la prima fase, al via la seconda

Si chiama la “mia scuola va in classe A” il progetto pilota per una nuova mobilità sostenibile intorno ai plessi scolastici promosso dal comune di Venezia nell’ambito del programma europeo P.U.M.A.S (pianificare una mobilità urbana regionale sostenibile nello spazio alpino). Il progetto, della durata di due anni e mezzo, vedrà coinvolte, come si legge nel sito istituzionale del comune, sette tra scuole elementari e medie del Comune e messi in atto interventi sperimentali a basso costo. I risultati diventeranno poi uno strumento concreto per l'elaborazione di un documento di Linee Guida da diffondere a tutti i Comuni della Regione, per incentivarli ad approvare nuovi piani di accessibilità sostenibile alle scuole.
 

Le sette scuole, si legge ancora, sono state selezionate in base a precisi requisiti e criteri, privilegiando quegli Istituti che hanno presentato particolari situazioni di criticità nell'ambito degli ingressi scolastici, che ospitano diversi livelli di istruzione e che già promuovano forme di mobilità sostenibile (ad esempio il Pedibus).
 

"Venezia sta diventando un punto di riferimento in Italia e in Europa per la predisposizione dei percorsi casa-scuola, su cui l'Amministrazione comunale lavora ormai da 10 anni, tanto da essere diventata anche un punto di riferimento per le altre città. Crediamo sia importante non solo fornire servizi di mobilità, ma anche garantire la sicurezza e la salute dei cittadini di tutte le età, con particolare attenzione ai più piccoli", ha affermato l'assessore  comunale alla Mobilità e Trasporti, Ugo Bergamo, durante il secondo seminario di buone pratiche dedicato al progetto pilota, organizzato dalla Direzione comunale Mobilità e Trasporti, in collaborazione con le Direzioni Sviluppo economico e partecipate e Politiche educative, della famiglia e sportive che si è svolto venerdì scorso al Palaplip di Mestre .
 

Il progetto pilota prevede varie fasi: la prima, già conclusa, esclusivamente d’analisi delle scuole selezione. Questa ha previsto la compilazione di un questionario conoscitivo riguardo gli spostamenti casa-scuola per meglio comprendere la situazione. Sono stati anche raccolti dati sulla qualità dell'aria e sul traffico inerente quelle zone. Una parte del questionario ha riguardato inoltre le malattie in età scolastica potenzialmente legate al deterioramento degli spostamenti casa-scuola (obesità e malattie respiratorie).

I dati scaturiti da questa prima fase hanno fotografato una situazione alquanto variegata: su sei scuole elementari selezionate, ben quattro presentano l’auto come il mezzo più usato negli spostamenti casa-scuola. Per le altre due l’auto è al secondo posto. Per le scuole medie la situazione è ben diversa: l’auto è solo al terzo posto con il 10% contro il 61% degli spostamenti a piedi e il 26% in bici.
 

La seconda fase ha previsto, invece, una progettazione partecipata: con l’ausilio di insegnanti, genitori e gli stessi alunni si è cercato di comprendere meglio le criticità esistenti caso per caso. Di questa fase fanno anche parte i seminari come quello sulle buone pratiche che si è svolto venerdì scorso al Palaplit di Mestre.

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