Vigilia di gara1 per la Reyer, coach De Raffaele: «Serie molto difficile, un po' di riposo avrebbe giovato»

L'allenatore analizza i match previsti per la finale scudetto contro Sassari che partiranno da lunedì: «In questo momento, però, c'è talmente tanta adrenalina, gioia e soddisfazione che la stanchezza potrebbe passare in secondo piano»

Coach Walter De Raffaele ai nostri microfoni presenta la sfida di finale scudetto tra Umana Reyer e Banco di Sardegna Sassari. Gara 1 è in programma lunedì 10 giugno alle 20.45 in un Taliercio sold out.

«Sassari è cresciuta in maniera esponenziale»

«C’è grande soddisfazione per disputare la seconda finale scudetto a distanza di soli due anni dalla prima: come dico sempre è importante godersi questo momento e quest’epoca Reyer. Affrontiamo questa finale con molta serietà ma anche con leggerezza ed entusiasmo.
A differenza da quanto riportato erroneamente sul Gazzettino di ieri, non credo ci sia una favorita di partenza, credo che sarà una serie molto difficile ed equilibrata. Sassari è una squadra che nel corso della stagione è cresciuta in maniera esponenziale vincendo anche la FIBA Europe Cup e inanellando una serie incredibile di ventidue vittorie consecutive, frutto del lavoro e della grande qualità del roster. Soprattutto la Dinamo è una squadra che ha grande fiducia e che è anche riuscita a metterla in campo nei playoff, non avendo ancora perso una partita.
Sassari ha un roster lungo e di grande esperienza. E’ una squadra completa in tutti i reparti che gioca una pallacanestro molto dura e fisica, andando molto in post-basso ed esaltandosi con il tiro da tre punti, in questi playoff tirano con percentuali irreali, basti pensare al 63% di Pierre. Tutto ciò a testimoniare il valore della Dinamo».

La questione riposo

«Il nostro percorso nei playoff è stato diverso, veniamo da dieci partite molto dure con ritmi serrati ma vogliamo fare il meglio possibile.
Arriviamo a questa finale con il contributo di tutti, in Gara5 a Cremona ad esempio la panchina ha prodotto 41 punti, è naturale che avere qualche giorno di riposo in più avrebbe giovato ma i playoff hanno questa formula qui e non possiamo farci niente, al termine della finale potremmo aver giocato 17 partite in 38 giorni. Credo che in questo momento, però, ci sia talmente tanta adrenalina, gioia e soddisfazione che la stanchezza potrebbe passare in secondo piano. Disputare un’altra finale ripaga tutti del lavoro di dieci mesi, è il frutto della pazienza e professionalità del nostro gruppo di lavoro e della coerenza e unità di tutto il Club. Inoltre c’è enorme soddisfazione perché regaliamo ai nostri tifosi la possibilità di vivere e godersi qualcosa di speciale, e che potrebbe anche non capitare mai nella storia di un Club, per la seconda volta nella storia della Reyer».

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