Palermo, la fideiussione è "fantasma": i rosanero vedono la D e il Venezia spera

Nuovo capitolo sul caos iscrizione del Palermo nella serie cadetta. La società incaricata di emettere la fideiussione nega di aver mai ricevuto l'incarico dai rosanero, per i quali si profila un ritorno tra i dilettanti. Ultima parola alla Covisoc il prossimo 4 luglio

Una fideiussione fantasma, un broker "truffatore", una pec inviata un minuto prima della scadenza, stipendi pagati ma giocatori che non hanno i soldi sul loro conto corrente. Un finale amaro quello del Palermo. Quasi certamente il 4 luglio la Covisoc farà fuori i rosanero dalla B, con il Venezia che spera di essere ripescata nella serie cadetta, dopo il caos venutosi a creare proprio a causa della precaria situazione societaria della compagine siciliana. Che con ogni probabilità si vedrà costretta a ripartire dalla D, e quindi tra i dilettanti, un mese e mezzo dopo aver sfiorato la promozione in serie A.

Fideiussione fantasma

La "bomba" è arrivata nel pomeriggio di martedì. La Lev Ins Insurance Company Ad, che avrebbe dovuto sottoscrivere la fideiussione che invece non è mai stata ricevuta dalla Lega B, fa sapere di non avere mai emesso alcuna garanzia né sarebbe mai stata incaricata di farlo. Situazione che cambierebbe la posizione del club siciliano in soggetto truffato, almeno secondo la ricostruzione fornita dal presidente Salvatore Tuttolomondo. La stessa società bulgara starebbe già valutando l’ipotesi di una denuncia che potrebbe essere già presentata oggi. Il direttore rosanero Fabrizio Lucchesi ammette: «Cosa dobbiamo dire, siamo stati truffati. Ci siamo affidati alle persone sbagliate. Stiamo provvedendo a chiedere una nuova fideiussione e a depositarla, poi vedremo cosa fare. Quello che è successo è davvero incredibile. Non si può andare avanti con questi truffatori».

Tacopina: «Il Venezia in B»

Intanto, prima ancora di venire a conoscenza dell'ultimo capitolo del "caos Palermo", il presidente del Venezia Joe Tacopina si era espresso senza mezze misure. «Il regolamento parla chiaro, - aveva detto il numero uno arancioneroverde - il termine del 24 è perentorio e non mi aspetto niente altro che l’esclusione del Palermo dal campionato di serie B. Questa volta non si possono fare sconti di alcun genere. La fidejussione non è stata depositata, è un dato di fatto incontrovertibile. Non si possono concedere deroghe di alcun tipo, si creerebbe un precedente troppo grave che andrebbe a minare ulteriormente la credibilità del sistema calcio italiano che in questi ultimi mesi è già stata messa a dura prova».

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