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Reyer: Taliercio ancora una chimera, Casarin: "Intoppi sempre possibili"

Il ds ottimista sul fatto che la prima giornata di campionato si possa disputare nell'impianto mestrino: "Stiamo rispettando il cronoprogramma". Possibile un futuro stop per le Fidelity

La redazione20 agosto 2012

La matricola terribile della serie A di basket riparte. "Considerare l'anno scorso come normale - osserva il confermato coach dell'Umana Reyer Venezia, Andrea Mazzon, in occasione del raduno al palasport Taliercio di Mestre - sarebbe sbagliatissimo. Lo standard che abbiamo tenuto nell'ultimo campionato è talmente alto che confermarci a quei livelli sarà tutt'altro che facile. Ma ci dobbiamo provare, perché abbiamo tutte le possibilità per farcela".

Per tentare di confermare (o migliorare) il settimo posto da ammessa dell'ultim'ora dello scorso campionato, la società lagunare (che partirà la prossima settimana per il ritiro montano ad Alleghe) ha fatto la dolorosa scelta di rinunciare a quello zoccolo duro che l'aveva portata in serie A (da Causin a Slay, da Allegretti a Meini), puntando sui nuovi innesti Williams, Zoroski e Diawara. "Il basket - premette Mazzon - non é matematica, per cui non è automatico che chi arriva farà gioco forza meglio di chi è andato, ma faremo il massimo perché ciò avvenga. Le scelte sono state fatte nel tentativo di consolidare alcuni aspetti tecnici: nessuno dei nuovi sarà chiamato a fare l'eroe di squadra, ma tutti dovranno essere importanti per trovare gli equilibri e la chimica di squadra il prima possibile".

Il campionato, per l'allenatore della Reyer, del resto si presenta quantomai equilibrato. "Le tre di Eurolega - commenta - si presentano molto forti per esperienza e organico, ma dietro vedo tredici squadre alla pari: in molti hanno pianto abbastanza, ma alla fine tutti hanno costruito compagini solide, con giocatori meno conosciuti, ma con giovani molto interessanti".

 

Quella che comincia, in ogni caso, per la Reyer, grazie ai lavori di ampliamento del palasport mestrino avviati dalla società, sarà l'annata del ritorno a casa dopo l'esilio forzato in quella Treviso che, con la sua scomparsa, ha consegnato ai veneziani l'onore-onere di essere l'unica squadra veneta e del Nordest in serie A. "Sono contro i campanilismi - dice Mazzon - e sono quindi molto spiaciuto di non vedere in A Treviso, piuttosto che Trieste o Verona, anche se, d'altro canto, questo premia il nostro lavoro fatto con la testa e senza proclami. Dispiace anche sapere già che, in certi incontri, molta gente resterà fuori, ma finalmente torniamo a casa e sarà bene restare al Taliercio per tutti i match, anche quelli più attesi. L'anno scorso ogni volta era una 'tragedia' spostare tutto il materiale a Villorba. Purtroppo, Venezia ha una grande riconoscibilità nel mondo, ma fondamentalmente resta una città molto piccola e questo e quel che può offrire. Grazie, dunque, al presidente Brugnaro, che sta facendo veramente tanto, da solo, con grande pazienza e perseveranza. Io non so se avrei la pazienza di farlo e la tenacia sufficiente".

Il Taliercio, quindi, è ancora al centro dei pensieri della dirigenza della squadra, che spera di poter giocare la prima partita casalinga del prossimo campionato già nel palazzetto mestrino. "Si guarda giorno per giorno - spiega il direttore sportivo Federico Casarin - stiamo rispettando il cronoprogramma, ma naturalmente in questi casi il contrattempo è dietro l'angolo. E' comunque pronto un piano B, d'accordo con la Lega, nel caso non si possa giocare subito qui. Ma noi vogliamo tornare a casa già dall'inizio".

Sul fronte abbonamenti le vendite ricominciano da oggi. Per quanto riguarda le Fidelity si sono superate le 2mila tessere vendute. "Vedremo come andranno le vendite nei prossimi giorni, poi decideremo se introdurre un tetto. Dispiace comunque che migliaia di persone debbano rimanere fuori", commenta Casarin.

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Federico Casarin
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