Legambiente da Bottacin per togliere i fanghi dal progetto dell'inceneritore

Guerra aperta dei comitati. Gazebo nell'area metropolitana nel weekend per distribuire materiale e raccogliere fondi per il ricorso al tar. «Timide aperture pre-elettorali non ci imboniranno»

Foto Ecoprogetto

Legambiente dall'assessore regionale Gianpaolo Bottacin per sospendere l'iter autorizzativo di adeguamento dell'impianto Ecoprogetto di Fusina (termovalorizzatore) e stralciare l'incenerimento dei fanghi di depurazione. Il confronto voluto dall'associazione e chiesto con lettera aperta al governatore Luca Zaia e all'assessore Bottacin c'è stato. «L'assessore è parso attento e disponibile alle richieste», ha detto Legambiente.

I comitati

I comitati: OpzioneZero, Quartieri in Movimento, Marghera Libera e Pensante, Assemblea Permanente Contro il Pericolo Chimico a Marghera, Comitato No grandi navi, Ambiente Venezia, Eddyburg - Casa del Popolo, Ecoistituto del Veneto, Alex Langer ,Medicina Democratica, Valore Ambiente, Comitato Difesa Ambiente Territorio, Forum dell'Aria MalaCaigo - Riviera del Brenta Cobas Autorganizzati Comune Venezia, Wwf Venezia, Mira 2030, Apio odv, continuano invece la protesta e ritengono che, «se questa apertura dimostrata da esponenti della Lega e del Pd fosse solo un modo di prendere tempo e superare indenne la campagna elettorale, forse non ha capito che andremo fino in fondo senza lasciare nulla di intentato».

I fanghi

Legambiente ha chiesto di fermare l'iter autorizzativo, avviare un confronto sul sistema di gestione dei rifiuti, eliminare la combustione a fini energetici. Nel mirino anche l'incenerimento dei fanghi da depurazione, sia civili che industriali, attualmente in fase di valutazione Via (valutazione impatto ambientale) e Aia (autorizzazione integrata ambientale) in Regione. «Fondamentale capire il ruolo il ministero - dice Luigi Lazzaro presidente di Legambiente Veneto - E fare chiarezza sulla situazione impiantistica per la gestione dei fanghi: troppe ipotesi aleggiano da Marghera a Verona passando per la Valle del Chiampo. Tutte basate su tecnologie datate».

I valori

Legambiente ha chiesto la riduzione della frazione del secco, «almeno agli obbiettivi del piano regionale». Nel 2019, secondo i dati Arpav, la produzione procapite di rifiuti dei Comuni del bacino di Venezia è stata di 510 chili per abitante (contro i 420 previsti dalla norma), la raccolta differenziata è arrivata al 68,8% (contro il 76% previsto dal piano) e il secco residuo è arrivato a 159 chili per abitante (oltre il doppio dei 75 che per Legambiente definiscono i comuni rifiuti free). Sul valore percentuale della differenziata Veritas si era espressa considerando il 68,8% non corrispondente al dato aggiornato. 

I gazebo

«Le uniche risposte certe - scrivono i comitati - sono arrivate da quelle amministrazioni governate da centro-destra e centro-sinistra che, sollecitate in sede istituzionale, si sono apertamente schierate a favore dell’inceneritore confermando la loro posizione anche nei Consigli di Bacino; è il caso per esempio di Venezia, Mira, Dolo, Mirano, Spinea, e da ultimo Mogliano». Chioggia, Vigonovo, Portogruaro e la Municipalità di Marghera «hanno avuto il coraggio di dire No all’inceneritore: un impianto che mina la salute di centinaia di migliaia di persone». Nel weekend confermati i gazebo in tutta l’area metropolitana con distribuzione di materiale e raccolta fondi per il ricorso al Tar dei comitati del No. Giovedì sera in videoconferenza il candidato presidente della Regione Veneto Arturo Lorenzoni, il presidente della Municipalità di Marghera Gianfranco Bettin, Mattia Donadel di Opzione Zero e Gigi Lazzaro presidente di Legambiente.

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