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Toccati 156 centimetri: quarta acqua più alta di sempre. Il racconto della giornata

Il picco massimo è stato registrato alle 14.45. Piazza San Marco chiusa provvisoriamente, città allagata al 75%. Nella notte nuovo picco a 140 (dopo le 00.30)

Era da parecchio tempo che non si andava così sotto. Alla fine la marea ha fatto registrare un picco di 156 centimetri (dato rilevato a Punta della Salute poco prima delle 15 di lunedì), quarta acqua più alta di sempre a Venezia, a pari merito con quella del 1° dicembre 2008. Ha pesato il vento di Scirocco, che in queste ore soffia con forza da sud-est e spinge l'acqua verso la città in corrispondenza dei punti più bassi rispetto al livello del mare. San Marco in particolare: la piazza è finita completamente a mollo fin dalla mattina e ben presto, poco dopo le 12, le passerelle sono diventate inutilizzabili per il rischio galleggiamento. Più tardi, tra le 14 e le 16 circa, è stato impedito in toto l'accesso a buona parte dell'area marciana: a tenere d'occhio la situazione c'erano gli agenti della polizia locale, ma anche il personale di Veritas e le forze dell'ordine a supporto. Per stanotte le stazioni carabinieri di Burano, Murano, Giudecca e Lido saranno aperte in via straordinaria, a disposizione della cittadinanza per eventuali difficoltà.

VIDEO: ACQUA ALTA RECORD, LE IMMAGINI

Venezia allagata

Marea eccezionale, appunto. I turisti non si aspettavano qualcosa del genere e, man mano che i minuti passano, si rendono conto che gli stivali leggeri da pioggia che quasi tutti indossano non sono sufficienti. Si guardano intorno sgranando gli occhi e chiedono: «È normale? Capita spesso?». Da un certo punto in poi abbandonano tutte le cautele e si immergono, con l'acqua che arriva fino a ben sopra le ginocchia. Solo i più esperti hanno gli "stivaloni" da pesca, gli unici adatti a questa situazione (a malapena, in realtà). I negozi lungo le calli del sestiere di San Marco sono quasi tutti invasi dall'acqua, sotto di diversi centimetri, nonostante molti siano muniti di paratie antiallagamento e pompe di aspirazione. I negozianti si danno da fare con secchi e stracci. L'acqua ha raggiunto il 75% della superficie della città. «È alta sì, ma io c'ero anche nel '66 - racconta un commerciante - Aspettiamo che passi e poi sistemiamo. Niente danni, per fortuna». Si vedrà: i pompieri sono al lavoro e rispondono a decine di chiamate. Prosciugano, liberano i passaggi, recuperano oggetti pericolosi per la navigazione. Un incendio si è verificato in un negozio di detersivi a Castello, probabilmente originato da un corto circuito, ed è stato spento nel giro di un paio d'ore.

Verso un nuovo picco

Nel frattempo i vigili avvertono che i vaporetti non passano più, ci sono solo quelli per le isole. Ne arriva uno, attracca a San Zaccaria e fa scendere alcuni passeggeri, che lanciano esclamazioni stupite. Praticamente non si distingue la riva dall'acqua del Bacino di San Marco. Inizia anche a piovere e gli ombrelli non servono a molto con il vento che c'è. Molta gente sceglie di aspettare sui ponti di riva degli Schiavoni: dal lato della piazza non si passa, l'alternativa è svoltare nelle calli e allontanarsi dal canale della Giudecca, ma spostarsi è tutt'altro che agevole. Finalmente, intorno alle 15, si nota il flusso d'acqua che pian piano cambia direzione. Gli oggetti sulla superficie - sporcizia, foglie, stivaletti abbandonati - vengono trascinati via verso la laguna. Oggi, comunque, non ci sarà una vera tregua: «Questa non se ne va - osserva il proprietario di un banchetto in riva degli Schiavoni, guardando in basso - Non fa in tempo, tra poco torna su di nuovo». Non ha torto: il centro maree del Comune annuncia una quota minima di 120 centimetri attorno alle 19, quindi la risalita fino a un nuovo picco di 140 centimetri, poco dopo la mezzanotte. Verso le sette di sera le sirene suonano ancora.

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Acqua alta record

Quella di lunedì, come detto, è stata la quarta marea più alta di sempre, a pari merito con quella del 1° dicembre 2008. Il livello massimo mai raggiunto a partire dal 1923 è stato nel 1966 con la storica "aqua granda" del 4 novembre, quando il livello dell'acqua toccò i 194 centimetri. Tredici anni dopo, il 22 dicembre 1979, si toccò quota 166. A seguire, nella classifica, i 158 centimetri del 1° febbraio 1986.

Le misure cautelative

Già adottate domenica sere tutta una serie di misure cautelative, a partire dalla chiusura delle scuole di tutta la provincia veneziana nelle giornate di lunedì 29 e martedì 30 ottobre. La disposizione, decisa dal prefetto Vittorio Zappalorto in accordo con il sindaco metropolitano Luigi Brugnaro e i rappresentanti delle forze dell'ordine e di primo soccorso, vale per tutti gli istituti di ogni ordine e grado, dagli asili nido alle università. Rinviate o anticipate le visite mediche all'ospedale Civile, e in generale tutte le persone sono state invitate a restare chiuse in casa. Da mercoledì si torna alla normalità.

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