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Acqua razionata a Caorle: «Emergenza risolta»

È stato effettuato un prelievo di emergenza dal canale interno Brian in luogo di quello originario dal Livenza, minacciato dalla salinità

La siccità accentua la risalita del cuneo salino lungo il fiume Livenza, corso d’acqua che storicamente non aveva mai risentito di questo problema. Questo mette a rischio anche il prelievo per uso idropotabile all’impianto Veritas di Boccafossa, che serve le utenze turistiche di Caorle ed Eraclea, oltre che alcune località interne degli stessi comuni e del comune di Torre di Mosto. E, così, in molti nelle ultime ore si sono ritrovati senz'acqua, con i rubinetti e le docce da cui non usciva nemmeno una goccia.

Prelievo d'emergenza dal canale Brian

Il problema, però, sembrerebbe essersi risolto. Nella giornata di ieri e nella notte appena trascorsa, infatti, si sono attivate le squadre del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, quelle di Veritas, la protezione civile Ana di Verona, quella di Torre di Mosto e quella di Meolo e Piave Servizi, quest’ultima fornendo un chilometro di tubazioni flessibili. Il Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, in particolare, con specifiche installazioni, sta rendendo possibile il prelievo di emergenza dal canale interno Brian in luogo di quello originario dal Livenza, minacciato dalla salinità. In via provvisoria è stata realizzata una stazione di pompaggio con relativo sistema di condotte che alimenta il potabilizzatore di Boccafossa in alternativa al sifone dal fiume Livenza; questa rimarrà attiva fino al ripristinarsi delle condizioni di sicurezza rispetto all’elevata salinità nel fiume.

«Campanello d'allarme»

«Quello della progressiva risalita del cuneo salino lungo il fiume Livenza, dovuto al particolare andamento climatico ed alla gestione dei rilasci da monte in particolare da parte dei gestori idroelettrici, non più corrispondente alla necessità del corso d’acqua, è un problema che si sta manifestando da alcune settimane - spiegano dal consorzio di bonifica -. La criticità, avvertita con un consistente calo dei livelli per diversi chilometri e con la salinizzazione nel tratto terminale verso la foce, si è presentata con ulteriore evidenza in questi giorni quando i livelli di salinità, non compatibili con l’uso idropotabile, hanno raggiunto l’impianto di presa di Veritas situato a Boccafossa».

I sistemi consorziali per l’irrigazione di vaste aree coltivate, che attingono da questo fiume per prevenire una estesa situazione di desertificazione, stanno ora operando ad una capacità attorno al 40-50 per cento di quella assentita dai disciplinari di derivazione; ciò nonostante il fenomeno è in continua crescita. «Auspichiamo che il rischio corso in questi giorni, rispetto al quale il Consorzio Veneto Orientale si è prodigato, rendendo disponibile il proprio sistema di acque interne per le necessità idropotabili, costituisca un campanello di allarme ed una importante occasione per dare la giusta evidenza alle necessità di tutti i territori beneficiari delle acque dei grandi fiumi, senza penalizzare gli ambiti come il nostro in prossimità della foce, dando la giusta evidenza al problema della risalita del cuneo salino», concludono dal consorzio.

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