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Il rendering del nuovo ampliamento (lato nord)

Il rendering del nuovo ampliamento (lato nord)

L'aeroporto cresce: piano da 350 milioni per l'ampliamento del terminal passeggeri

Nuova struttura da quasi 60mila metri quadri a nord di quella attuale: il lotto sarà pronto nel 2025, in coincidenza con il collegamento ferroviario

L'aeroporto Marco Polo di Venezia si conferma di importanza strategica per tutto il Paese e guarda al futuro con investimenti da centinaia di milioni di euro. Un cantiere in continua evoluzione, con due nuove, grandi strutture che si uniscono al terminal principale dello scalo. Al tratto già in fase di costruzione sul lato sud (dedicato ai passeggeri extra Schengen e iniziato a maggio 2018) si aggiunge infatti il lotto nord, destinato invece ai passeggeri dei voli europei: i lavori sono in partenza nel 2019 e prevedono un investimento da 350 milioni per la realizzazione di una struttura con superficie di oltre 59mila metri quadri da concludersi nel 2025, negli stessi mesi in cui dovrebbe essere pronta anche la nuova linea ferroviaria tra l'aeroporto e Venezia. A quel punto lo scalo potrà accogliere, secondo i conti di Save, 16 milioni di passeggeri l'anno, 5 in più di quelli che sono passati nel 2018.

Cronoprogramma

Il progetto esecutivo è stato approvato di recente da Enac e sarà parzialmente finanziato dalla Bei, la banca europea per gli investimenti, con 150 milioni (in tutto Bei investe al Marco Polo 477 milioni, parte dei quali per il rifacimento delle piste). A presentarlo, lunedì mattina, sono stati il presidente di Save, Enrico Marchi, il direttore di Enac, Alessio Quaranta, il direttore vigilanza tecnica di Enac, Roberto Vergari, e il vicepresidente di Bei, Dario Scannapieco. I lavori del nuovo ampliamento saranno suddivisi in tre fasi che per alcuni periodi si intersecheranno: la prima inizierà a maggio 2019 e terminerà ad aprile 2021; la seconda si svolgerà tra maggio 2019 e aprile 2023; la terza tra marzo 2023 e maggio 2025. Tra l'altro, ha ricordato Marchi, l'intera operazione sarà conclusa in tempo per le Olimpiadi invernali 2026, che vedono Cortina e Milano in corsa come candidati a ospitare l'evento.

Il terminal raddoppia

Il progetto, realizzato da One Works, è distribuito su vari livelli. I principali interventi riguardano la nuova sala imbarchi remoti Schengen, l'ampliamento del corridoio arrivi al piano mezzanino, il nuovo impianto di smistamento bagagli, l'ampliamento della hall partenze e della sala imbarchi, la realizzazione della nuova zona security, di 5 nuovi pontili di imbarco, di nuovi locali impianti al secondo piano, di un fabbricato esterno per la logistica e di uno interrato per funzioni tecniche. Dal punto di vista architettonico il progetto riprende lo stile dell’attuale terminal passeggeri, un concept che a sua volta richiama le forme dell'Arsenale di Venezia. Le grandi superfici vetrate offrono una vista esterna sul piazzale aeromobili e sullo skyline della città, mentre per il rivestimento delle pareti esterne è stata scelta la stessa finitura del terminal esistente, ovvero il mattone faccia a vista.

Numeri in aumento

Un momento importante per il Marco Polo: «Quest'anno è stato caratterizzato da un forte incremento del traffico, che a fine dicembre supererà quota 11 milioni di passeggeri - ha spiegato Marchi - Questo finanziamento da parte della Bei conferma il ruolo dell’aeroporto di Venezia quale infrastruttura di riferimento». Per Quaranta, il progetto rappresenta «un ulteriore potenziamento di uno dei più importanti scali d’Italia» e «contribuirà a incrementare la capacità operativa del terminal e a innalzare gli standard qualitativi». Scannapieco ha aggiunto che «un’operazione di queste dimensioni è garanzia del fatto che si investe sul futuro». Marchi ha ricordato inoltre la ricaduta occupazionale dell'operazione, che impiegherà 2.700 persone nella fase di realizzazione e, alla fine, porterà a 500-1000 posti di lavoro in più.

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