Giovedì, 29 Luglio 2021
Attualità

«Sempre meno pioggia e quando piove fa danni». Agricoltori in ginocchio chiedono aiuto alla Regione

Cia: «Fare i conti con il clima che cambia è diventato strategico per il futuro. Dobbiamo convivere con l’aumento della temperatura e con la siccità»

Una macchina agricola pompa l'acqua per irrigare

Duecentosei millimetri di pioggia in due mesi. I dati sono quelli del bollettino delle precipitazioni Arpav di Portogruaro-Lison. «La siccità sta provocando danni irreversibili all’agricoltura - commentano gli Agricoltori italiani della città metropolitana di Venezia (Cia) - Gli sporadici temporali non portano sollievo, anzi provocano danni».

Complici temperature al di sopra della media e un maggio freddo e piovoso che ha rallentato la partenza della stagione agricola, questa ondata di siccità sta mettendo a rischio i raccolti: per chi non ha la possibilità di irrigare la prospettiva è di perdere l'80% della produzione. «Mais, barbabietola, soia, vigneti, tutto sta soffrendo - afferma Paolo Valerio, che ha un'azienda agricola a Concordia Sagittaria - I terreni sono aridi, il caldo sta soffocando le piante». L'unica soluzione, in questo momento, è ricorrere all'irrigazione artificiale. «Faccio partire le pompe tre volte al giorno, non era mai successo - aggiunge Valerio -. I costi per noi agricoltori sono enormi, di questo passo andremo in perdita».

Cia insieme alle altre associazioni agricole ha chiesto alla Regione Veneto il rilascio di un supplemento di carburante agricolo agevolato per andare incontro alle esigenze di maggiore irrigazione dei campi coltivati. Per salvare i raccolti, infatti, è necessaria un’abbondante e prolungata irrigazione.
«La questione è molto seria - interviene il presidente di Cia Venezia Paolo Quaggio - perché l'agricoltura non può affidarsi solo alla pioggia o affrontare la questione come se fosse un'emergenza. Dobbiamo convivere con l’aumento della temperatura e con la siccità. L'anno scorso nel nostro Paese sono mancati 19 miliardi di metri cubi di acqua. Il Centro Euro-Mediterraneo per i cambiamenti climatici ha stimato che nel trentennio 2021-2050 le precipitazioni estive diminuiranno del 22% e quelle primaverili del 13% rispetto agli anni 1980-2010».

Fare i conti con il clima che cambia è diventato strategico per il futuro. «Nel nostro territorio - aggiunge Quaggio - serve un piano invasi (utili anche durante eventi alluvionali), soprattutto di piccole dimensioni. L’agricoltura ha bisogno di acqua, occorre poterne fare provvista quando ce n’è in abbondanza per poterne disporre quando manca. Gli interventi di tutela dell'equilibrio idrogeologico in capo ai consorzi di bonifica sono importanti, ma bisogna pensare alla quotidianità. Noi siamo pronti a fare la nostra parte: gli agricoltori conoscono il territorio e le sue esigenze: studiamo assieme le soluzioni di lungo respiro, per dare certezze al mondo agricolo».
 

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