Al via la decima edizione del Ca' Foscari Short Film Festival con ospiti d'eccezione

Il festival si svolgerà dal 7 al 10 ottobre in una versione “diffusa” e presenterà 30 cortometraggi provenienti dalle migliori scuole di cinema del mondo. Grande attesa per gli ospiti Dario Argento e Pino Donaggio.

Torna il Ca’ Foscari Short Film Festival che, dopo aver ideato la sua prima edizione “wireless” con una proposta di opere in streaming, è ora finalmente pronto a festeggiare dal vivo la sua decima edizione che si svolgerà dal 7 al 10 ottobre in versione “diffusa”, nel rispetto di tutte le norme sanitarie vigenti. Per questo motivo, oltre alla storica sede dell’Auditorium Santa Margherita - dove sarà obbligatoria la prenotazione online tramite piattaforma Eventbrite -, il festival collaborerà con altre prestigiose istituzioni culturali della città di Venezia, nelle quali sarà possibile vedere in streaming o dal vivo le opere in programma: la Fondazione Ugo e Olga Levi, il Centro Candiani del Comune di Venezia, la Fondazione Querini Stampalia, la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ D’Oro, il Museo di Palazzo Grimani, il Museo Archeologico Nazionale, la Fondazione Bevilacqua La Masa, il Concilio Europeo dell’Arte In Paradiso Art Gallery e l’Hotel NH Venezia Rio Novo.

Il festival, realizzato con la collaborazione della Fondazione di Venezia e con il supporto della Fondazione Levi e dell’hotel NH Venezia Rio Novo, è il primo in Europa interamente concepito, organizzato e gestito da un’università e mantiene fede alla sua mission di essere una manifestazione pensata dai giovani per i giovani.

Sono 30 i cortometraggi selezionati dal Concorso Internazionale e provengono da ben 27 paesi differenti, tra cui Cile, Iran, Messico, Sud Africa, Singapore, Marocco e Taiwan. L’Europa è comunque presente con alcune delle scuole di cinema più prestigiose al mondo, in particolare Francia, Spagna e Italia sono presenti con due cortometraggi a testa. Si tratta di opere molto eterogenee che mescolano in maniera fresca tecniche, stili e generi differenti, spaziando tra fiction, documentario, animazione e video-arte. Se c’è un tema però che accomuna alcune di esse è il distacco, da quello meno immediato e più metaforico come può essere il rapporto tra allievo e maestro o tra una persona e la città in cui è cresciuta, a quello più lancinante genitori-figli.  

Roberta Novelli, direttrice del festival, racconta: «Siamo felici di rappresentare un trampolino di lancio per i film in concorso che hanno avuto anche in passato, attraverso noi, l’opportunità di farsi conoscere a livello internazionale. Quest’anno inoltre l’attribuzione della Ca’ Foscari Honorary Fellowship al maestro del brivido Dario Argento rappresenta un ulteriore momento importante per il festival e l’ateneo veneziano. Altri due nomi che hanno reso grande la cultura italiana nel mondo onoreranno il Festival con la loro presenza: Lorenzo Mattotti e Pino Donaggio». Allo stesso modo, Flavio Gregori, prorettore alle Attività Culturali, spiega: «In questi anni ho visto diventare il Ca’ Foscari Short Film Festival sempre più un riferimento per il mondo del cinema nell’ambito dei film brevi. Il festival è cresciuto con risultati straordinari vista anche la qualità dei corti che arrivano e un programma sempre più bello. Ha creato inoltre le condizioni per una reale partecipazione della componente studentesca alla sua realizzazione. La decima edizione è un traguardo con una tradizione consolidata ed uno sguardo al fu».

La giuria e i premi

A giudicare i 30 corti in Concorso sarà una giuria internazionale tutta al femminile composta da tre rinomate professioniste, a cominciare dall’attrice giapponese - ma italiana d’adozione - Jun Ichikawa che esordisce al cinema nel 2003 con Cantando dietro i paraventi di Ermanno Olmi, per poi recitare in film come Volevo solo dormirle addosso e La terza madre di Dario Argento. Dopo aver lavorato in diverse serie televisive è apparsa recentemente nell’ultimo film di Alessandro Siani, Il giorno più bello del mondo. Sulafa Hijazi è invece una regista siriana residente a Berlino, le cui animazioni sono molto popolari nel mondo arabo, in particolare il film The Jasmine Birds (2009), vincitore di numerosi premi internazionali. Molto attiva politicamente per il suo paese d’origine, negli ultimi anni sta sperimentando le arti concettuali e multimediali, arrivando ad esporre anche al British Museum. L’attrice polacca Maria Mamona è una delle più rispettate interpreti del suo paese, avendo collaborato nella sua lunga carriera con alcuni tra i più importanti registi polacchi, come Andrej Wajda per Pan Tadeusz (1999), Tadeusz Konwicki per Lawa (1989) e, più recentemente, Ryszard Bugajski per Zacma (2016). Ha lavorato anche in produzioni internazionali come la serie televisiva degli anni ottanta Sherlock Holmes e il dottor Watson. Le giurate saranno come di consueto protagonisti anche di un Programma speciale della giuria durante il quale incontreranno il pubblico e presenteranno cortometraggi da loro diretti o interpretati, tra i quali si segnala il pluripremiato Elisabeth di Wojciech Klimala, nel quale Maria Mamona interpreta una parrucchiera che partecipa a un concorso di bellezza per signore.

Il Concorso Internazionale prevede un Primo Premio per il miglior cortometraggio, la Menzione Speciale ‘Volumina’ per il miglior film d’arte, il Premio ‘Pateh Sabally’, assegnato dalla Municipalità di Venezia e dedicato ai temi della multietnicità e il Premio ‘Levi’ per la miglior colonna sonora, offerto dalla Fondazione Ugo e Olga Levi e assegnato da una giuria apposita composta da Roberto Calabretto, Daniele Furlati, Marco Tutino e Paolo Troncon. I premi sono sculture in vetro originali, appositamente realizzate dal mastro vetraio muranese Alessandro Mandruzzato.

Ospiti d'onore

Accanto al Concorso Internazionale ci sarà anche una ricchissima proposta di programmi speciali, eventi, retrospettive e masterclass con ospiti internazionali. Primo fra questi è il “maestro del brivido” Dario Argento che, in occasione del conferimento da parte dell’ateneo veneziano del prestigioso Ca’ Foscari Honorary Fellowship, sarà protagonista di una imperdibile lectio magistralis. Argento, autore di capolavori come Profondo rosso e Suspiria, è stato uno dei più importanti autori italiani degli ultimi cinquant’anni, il cui approccio innovativo e iconoclasta al thriller e all’horror ha influenzato i registi di tutto il mondo.

Altro ospite d’eccezione di questa decima edizione sarà il compositore di colonne sonore e cantautore Pino Donaggio che ripercorrerà la sua carriera in un lungo incontro con il pubblico a cura del giornalista e saggista Anton Giulio Mancino, mentre sullo schermo scorreranno immagini e suoni dei più famosi film ai quali ha collaborato. Autore prolifico, dagli anni ’70 ha composto oltre 70 colonne sonore a partire da quella di Venezia…un dicembre rosso shocking di Nicolas Roeg (1973), per poi stringere una lunga e fruttuosa collaborazione con Brian De Palma, per il quale ha realizzato ben sette colonne sonore che includono quelle di classici come Vestito per uccidere e Omicidio a luci rosse. In Italia le sue note hanno accompagnato le immagini delle opere di alcuni tra i più importanti esponenti del cinema del nostro Paese tra cui Dario Argento, Liliana Cavani e Pupi Avati.

Manifesto e incontri con l'autore

Altrettanto interessante sarà l’incontro con l’autore del manifesto di questa edizione, Lorenzo Mattotti, uno tra i più importanti illustratori italiani, autore di capolavori come Il Signor Spartaco (1982) e Fuochi (1984) che, dopo aver flirtato a lungo con il cinema (sue, ad esempio, le animazioni di raccordo per il film a episodi Eros), è recentemente passato dietro la macchina da presa, presentando a Cannes la sua opera prima, La famosa invasione degli orsi in Sicilia, tratto da Dino Buzzati. Mattotti ripercorrerà la sua carriera, fatta di sperimentazioni, premi e collaborazioni prestigiose, in una lunga intervista condotta dall’esperto di animazione e fumetti Davide Giurlando. L’autore sarà inoltre protagonista della preapertura del festival, durante la quale introdurrà la proiezione del suo film d’animazione.

I dieci anni del festival vengono festeggiati anche con un altro gradito ritorno, quello di Marie Elisa Scheidt che nel 2011 vinse con I Love You, I Love You Not la prima edizione del Concorso Internazionale e che nel frattempo è diventata una apprezzata documentarista in Germania. Dal palco dell’Auditorium la regista presenterà alcuni dei lavori prodotti nei dieci anni di una carriera lanciata dallo Short, a partire dal lavoro di un fotografo sulla comunità “bear” di Montreal in Through The Lens Of InkedKenny (2012), passando per la sua riflessione sul linguaggio in Holy F#&% (2013), fino al disturbante e affascinante ritratto di un criminale nella Vienna degli anni ’60 in Sobota (2014).

A dieci anni di distanza dalle ultime puntate, i Munchies stanno per tornare con dei nuovi e divertentissimi episodi e, per l’occasione, il loro creatore Charlie Tango presenterà in anteprima l’episodio pilota Doppia canna che sarà poi distribuito su canali web dedicati insieme al resto della stagione. I Munchies, la mitica serie di pupazzi animati prodotta e diretta da Charlie e Miki Tango e da Giampietro Cutrino, è andata in onda per la prima volta nel 2003, prima su Italia 1 e in seguito su MTV. Il successo di questi scherzi telefonici reinterpretati dai personaggi creati da Tango ha portato alla realizzazione di una seconda serie nel 2010, oltre a spin off e varie collaborazioni televisive.

La scuola di animazione francese Supinfocom Rubika, fondata nel 1988 a Valenciennes per poi espandersi con quattro sedi in altrettanto paesi, ha vinto nel 2007 il premio come miglior scuola di cinema del mondo, perché i suoi studenti non solo producono opere capaci di vincere premi nei festival di tutto il mondo, ma hanno anche una altissima percentuale di occupazione, a testimonianza di un curriculum incentrato sull’animazione digitale (ma anche sui videogame e sul design) che non ha quasi eguali al mondo. Le opere proposte – otto in tutto, prodotte negli ultimi tre anni – sono tutte frutto di uno sforzo collaborativo, dove diversi studenti si sono occupati a turno delle varie fasi della realizzazione, spaziando tra generi e tecniche differenti, dal paesaggio post-apocalittico di Mine de plomb all’avventura ambientata in Cina alla ricerca del tè di Gunpowder.

Lo Short ha da anni stabilito un rapporto privilegiato con l’India, l’industria cinematografica più prolifica del mondo che continua però a essere largamente ignorata nei circuiti europei, portando a Venezia opere e autori inediti. Non è da meno il programma di quest’anno, dedicato a uno dei più importanti documentaristi sperimentali indiani, Amit Dutta. Dopo essersi diplomato nella storica scuola di cinema di Pune si afferma nel 2010 con Nainsukh, film dal quale parte la sua ricerca che mescola sperimentazione e film sull’arte come in Saatvin sair (2013) e Gita Govinda (2014). Il programma, curato da Cecilia Cossio, propone tre cortometraggi che ben rappresentano la qualità non narrativa, quasi filosofica, della sua produzione cinematografica: Jangarh: Film One (2008), The Museum of Imagination (2012) e Chitrashala (2015).

Altre cinematografie poche esplorate sono sicuramente quelle africane, nonostante la forte crescita di studenti e scuole di cinema negli ultimi anni. New African Cinema è un programma speciale che si propone di iniziare a colmare questa lacuna, presentando tre cortometraggi prodotti in altrettanti paesi: la Nigeria, la Tanzania e il Kenya. Si tratta di opere che spaziano tra tematiche tradizionali e altre più moderne, ma sono tutte accomunate da protagoniste femminili forti e indipendenti, come Naisula – Misfit di Karanja Ng’endo, un racconto di libertà e ribellione che ben rappresenta la vitalità delle cinematografie africane.

Simile nell’intento è anche il programma East Asia Now, a cura di Stefano Locati, che si prefigge di mappare alcune tra le più interessanti tendenze del cinema dell’Asia Orientale. Dopo aver esplorato i paesi dell’Estremo Oriente nella scorsa edizione, quest’anno il viaggio porterà gli spettatori nel Sud-Est asiatico con quattro cortometraggi provenienti da Thailandia, Vietnam, Cambogia e Singapore, cinematografie forse non sviluppate quanto quelle dei paesi vicini, ma ricche di storie da raccontare, come testimoniano Stay Awake, Be Ready di Pham Thien An, Sunday di Kris Ong, California Dreaming di Sreylin Meas e The Dossier of the Dossier di Sorayos Prapapan.

Lo Short però non guarda solo in avanti, ma vuole valorizzare anche il passato e lo fa dedicando ogni anno un appuntamento al cinema delle origini, sempre curato da Carlo Montanaro. Quest’anno il programma si ispira al volume da lui recentemente ristampato in un’edizione illustrata - Dall’argento al pixel - e ripercorrerà lo sviluppo artistico-narrativo del cinema in relazione al suo sviluppo tecnologico attraverso una serie di clip inerenti film ambientati a Venezia, dall’inizio del Novecento ai giorni nostri. Altro appuntamento ricorrente è quello con Lo Sguardo Sospeso, la finestra sulla video-arte italiana più recente a cura di Elisabetta Di Sopra che in questa occasione proporrà una selezione di dieci video realizzati tra il 2006 e il 2013, scelti in collaborazione con Silvia Grandi, una delle curatrici dell’Archivio di Videoart Yearbook di cui le opere proposte fanno parte. Si tratta di una selezione dalla forte impronta femminile con autrici come Virginia Mori, Giovanna Ricotta e Rita Casdia, ma che include anche un lavoro dello street artist BLU.

Se il legame del festival con il territorio veneziano è da sempre molto pronunciato, quest’anno lo Short si vuole stringere ancora di più attorno alla città dopo i difficili mesi che hanno seguito l’acqua alta straordinaria dello scorso Novembre e il lockdown primaverile. Ben tre, quindi, sono i programmi collegati in vario modo a Venezia. Il primo è dedicato agli studenti del Master in Fine Arts in Filmmaking di Ca’ Foscari che nel corso dell’anno accademico ha prodotto una serie molto variegata di lavori, da cortometraggi di fiction ai videoclip musicali, fino ad arrivare agli spot pubblicitari. Per l’occasione sarà presente anche il Direttore della Veneto Film Commission Jacopo Chessa. L’altro progetto è invece legato alla Venice International University che dallo scorso anno ha creato una summer school con lo scopo di combinare teoria e pratica cinematografica, applicandoli alla rappresentazione di Venezia attraverso un approccio multidisciplinare. Saranno perciò presentati i cortometraggi realizzati dagli studenti di Films in Venice and Filming Venice a coronamento del loro percorso di studi. Torna poi l’appuntamento con il VideoConcorso Pasinetti, storica rassegna veneziana giunta alla sedicesima edizione sotto la direzione di Michela Nardin e curata da Daniela Manzolli. La manifestazione, da sempre attenta alle dinamiche del territorio veneziano e alla promozione del cinema in laguna, viene omaggiata all’interno dello Short con una selezione delle migliori opere della passata edizione, a cominciare dal vincitore Mama di Eduardo Vieitez.

Ritornano infine entrambi i concorsi collaterali attivati negli ultimi anni, con la quarta edizione del Music Video Competition, riservato a video musicali realizzati da studenti di università o scuole di cinema italiane e internazionali. Quest’anno i nove finalisti provengono da Polonia, Regno Unito, India, Stati Uniti, Canada, Romania, Germania, Brasile e infine l’Italia, rappresentata da La casa dell’Orco di Roberto Pisapia.

Il Premio “Olga Brunner Levi”, organizzato in collaborazione con la Fondazione Ugo e Olga Levi, giunge invece alla settima edizione. Dedicato al tema della donna nella musica, vede parteciparvi gli studenti liceali di tutto il mondo. In questo caso i finalisti sono otto e provengono da altrettanto paesi, tra i quali non manca l’Italia con WE di Livia Proto. A eleggere il vincitore ci sarà una giuria tecnica composta da Roberto Calabretto, Cosetta Saba e Marco Fedalto.

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Si rinnova anche l’appuntamento con lo Short Meeting Point, momento di confronto - aperto al pubblico - tra i nuovi iscritti del Master in Fine Arts in Filmmaking e i registi del Concorso Internazionale. Lo spettacolo della serata finale, dedicato all’intersezione tra cinema e arti, sarà affidato quest’anno al video-artista e animatore Igor Imhoff che, nel centenario della nascita di Federico Fellini, farà “rivivere” sul palco dell’Auditorium alcune figure femminili del cinema dell’autore riminese. Attraverso tecniche di video mapping e ologrammi, le attrici virtuali “interagiranno” con l’attore Marco Tonino nei panni di Mastroianni, per un effetto che lascerà gli spettatori a bocca aperta.

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