Iuav inaugura un grande archivio alla memoria di Manfredo Tafuri

Il progetto si compone di due sezioni, una riguardante la proficua produzione a stampa e una inerente l'attività didattica del maestro, comprendente un grande archivio sonoro

Manfredo Tafuri (1935-1994) è stato un importante storico dell’architettura che ha contribuito in maniera decisiva a rinnovare la disciplina durante la seconda metà del Novecento. La sua attività si intreccia con l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (oggi Università Iuav di Venezia) e si dispiega nell’arco di venticinque anni, a partire dalla fine degli anni sessanta. Ed è proprio con l’intenzione di ricordare e omaggiare la sua figura che lo Iuav avvia una serie di iniziative ed eventi per valorizzare il suo lascito scientifico e didattico.

Alberto Ferlenga, rettore dell’Università Iuav di Venezia, ha presentato oggi, proprio nel giorno dell’ottantacinquesimo anniversario della nascita di Tafuri, la creazione di un grande archivio riguardante l’opera del maestro: «Si tratta di un lavoro che è stato condotto con estrema professionalità e che ha coinvolto numerose forze accademiche. L’obiettivo principale della nostra università é mantenere vivo l’insegnamento di Tafuri attraverso i numerosissimi materiali che ci ha lasciato. Quella di oggi è una tappa fondamentale di questo ambizioso progetto, realizzato grazie ad un insieme importante di collaborazioni».

Un’iniziativa che ha radici lontane, che affondano fino al 1998, anno in cui Alessandro Fonti, docente universitario e collaboratore di Tafuri scomparso lo scorso anno, decide di raccogliere le audiocassette che gli studenti registravano durante le lezioni dello storico dell’architettura. Oggi questa intuizione trova una vera e propria realizzazione, attraverso la creazione di un vasto archivio sonoro, della durata complessiva di 160 ore, reso possibile grazie alla digitalizzazione delle registrazioni e alla conseguente, e ancora in corso, catalogazione.

Imponente e fondamentale anche la produzione a stampa, che è stata raccolta attraverso una bibliografia degli scritti editi di Tafuri, per un totale di circa quattrocento contributi fra articoli, monografie e saggi. Da qui si è partiti per costruire una pagina web nell'ambito del sistema bibliotecario di ateneo - Bibliografia degli scritti di Manfredo Tafuri - dove ogni rimando bibliografico è stato tradotto in una lista di voci che porteranno alla localizzazione fisica della risorsa all'interno della biblioteca, come in una sorta di “mappa del tesoro”: «Lo scopo principale della nostra biblioteca è quello di valorizzare e completare il proprio posseduto, che era, ed è, notevole ma non ancora ben catalogato poiché mancava soprattutto lo spoglio delle monografie e dei cataloghi delle mostre - spiega Paola Chiara Barsotti, responsabile dei servizi bibliotecari di Iuav -  Abbiamo quindi iniziato un censimento per poter fare un raffronto tra le nostre collezioni e la bibliografia».

«Questo progetto si inserisce molto bene in un quadro di movimenti e di attività che arricchiscono quotidianamente le funzioni della biblioteca e che la rendono così un’entità attività e più aperta - afferma Mario Lupano, docente di Storia dell'architettura - Si tratta di un’iniziativa che è a tutti gli effetti di un centro di documentazione interamente dedicato all’opera di Tafuri».

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