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Uffici anagrafe e stato civile, "Situazione disastrosa, è stato di agitazione sindacale"

La condanna anche dai Cobas autorganizzati: "Da 2015 a oggi continua riduzione di personale e sportelli in meno, siamo al collasso". Cgil, Csa, Diccap e Uil: "Se non cambia sarà sciopero"

Sulla condizione degli uffici anagrafe e dello stato civile del Comune di Venezia le sigle sindacali Cgil, Csa, Diccap, Uil, e i Cobas autorganizzati, sono d'accordo: "La situazione è insostenibile". La reazione arriva dopo il primo incontro tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione sui servizi ai cittadini, di lunedì.

Pensionamenti

"Dal 2015 ad oggi - scrivono i Cobas - il personale dei servizi demografici (anagrafe su tutti) ha subito una riduzione con la conseguente chiusura di alcuni sportelli. Durante la trattativa la dirigente dell'anagrafe ci ha informato che nei prossimi 4 mesi ci saranno 8 pensionamenti, pari a circa il 10% dei dipendenti di quel settore. L'amministrazione a oggi non avrebbe ancora fatto sapere come intende provvedere al rimpiazzo di questi lavoratori. Siamo molto preoccupati per l'inevitabile aggravio di lavoro per i dipendenti in servizio che, a detta della stessa dirigente, sono già in numero insufficiente e per i disservizi nei confronti dei cittadini".

Stato di agitazione

"La discussione - spiegano Cgil, Csa, Diccap e Uil - si è rivelata come una semplice informativa generale che non dà in alcun modo risposte alle precise e rilevanti problematiche al centro della vertenza". Dichiarano Daniele Giordano, Cgil, Sergio Berti, Csa, Luca Lombardo, Diccap, e Mario Ragno, Uil: "Abbiamo indetto lo stato di agitazione del personale, perché da molti mesi denunciamo una situazione disastrosa del servizio e delle condizioni di lavoro del personale".

I numeri

"Nel periodo da gennaio a novembre 2017 - scrivono le sigle - , sono state utilizzate 770 ore di straordinario. L’amministrazione nell’incontro ha confermato la chiusura sperimentale della sede di Carpenedo, dovuta a problemi logistici e di personale. L'amministrazione Comunale immagina esclusivamente di trasformare alcuni servizi con accesso su prenotazione anziché liberi, in modo da gestire meglio l’afflusso dell’utenza".

Questa la situazione numerica, dal 2015 a oggi, scrivono Cgil, Csa, Diccap e Uil: Anagrafe Centro storico e Isole: 27 dipendenti al al 31 dicembre 2015, oggi in servizio: 25. Anagrafe terraferma 50 dipendenti al 2015, oggi in servizio: 48. Stato civile 41 dipendenti al 2015, oggi in servizio: 40. Anagrafe comunitaria: permangono le 4 persone.

Attesa

"Risulta quindi un calo di personale di 5 unità, la non conferma del personale precario che era in servizio, e la chiusura delle sedi della Giudecca e di Carpenedo - precisano le stesse sigle -. A questo quadro drammatico si aggiungerà appunto l’uscita di ulteriori lavoratori entro il mese di gennaio. La responsabilità di questa situazione non può che essere della giunta Comunale, che non ha previsto nel documento unico di programmazione alcuna assunzione in questi settori e che, pur essendo in possesso dei dati sulle uscite di personale, ha scelto di fare finta di nulla puntando sui settori cari alla propaganda del sindaco".

Richieste

I sindacati chiedono il rafforzamento immediato del personale, la previsione di percorsi formativi specifici a partire dai continui cambiamenti normativi e agli ulteriori servizi da dover garantire, ad esempio, le unioni civili o le carte d'identità elettroniche. La riduzione del lavoro straordinario e comunque pagamento dello stesso che non può, proprio per le carenze di personale, andare a recupero; il ripristino dell'indennità cancellata, che il personale non sia più responsabile del procedimento in assenza di corrispondente qualifica e inquadramento; sicurezza del personale e dei servizi anagrafe, oltre che sorveglianza degli spazi adibiti alla celebrazione dei matrimoni. Punti informativi adeguati per un'utenza sempre più multietnica.

"Siamo convinti - concludono - che in assenza di risposte chiare e concrete al prossimo incontro del 5 settembre non potremo far altro che invitare il personale a restituire la delega a operare alla Prefettura, e indire tutte le iniziative di lotta necessarie".
 

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