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Chiara, morta a 33 anni per anoressia: «Fondamentali prevenzione e informazione»

Il messaggio dei genitori «per sollecitare le istituzioni affinché questa grave malattia sia sempre più oggetto di attenzione e affinché sia il sistema sanitario nazionale a garantire percorsi di cura adeguati»

La presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, e l'assessore alla Promozione del territorio, Paola Mar, hanno incontrato lunedì pomeriggio nel municipio di Mestre, in occasione della Giornata nazionale del fiocchetto lilla contro i disturbi del comportamento alimentare, Mirko Fregonese e Antonella Pampagnin, genitori di Chiara, mancata a 33 anni per anoressia. Un incontro che ha avuto lo scopo di «portare a conoscenza il doloroso lutto che ci ha colpiti - si legge in un messaggio dei due coniugi - per sollecitare le istituzioni affinché questa grave malattia che colpisce tantissime ragazze e ragazzi di varie età sia sempre più oggetto di attenzione e affinché sia il sistema sanitario nazionale a garantire percorsi di cura adeguati. L'anoressia è una malattia complessa che ha bisogno di terapie con specialisti formati in questa patologia e i percorsi di cura possono durare anche anni. Anche le famiglie che vivono questa situazione drammatica devono essere aiutate e sostenute, perchè quando si ammala un figlio è tutto il nucleo famigliare che viene sconvolto. L'anoressia - si sottolinea nel messaggio - è la seconda causa di morte degli adolescenti dopo gli incidenti stradali. E' molto importante la prevenzione sin dalla giovane età - si conclude - e questa malattia deve essere intercettata al più presto per evitare che si cronicizzi e per il buon risultato delle cure».

«È fondamentale, oggi più che mai - ha commentato la presidente del Consiglio Damiano - affrontare una corretta politica di prevenzione e diffondere la consapevolezza che questi disturbi possono essere curati attraverso una rete assistenziale orientata all'individuazione precoce del disturbo, con l'attivazione di percorsi riabilitativi multidisciplinari specializzati. Occorre parlarne, condividere e unirsi per fare uscire dall'ombra questo malessere profondo che trasforma la vita di chi ne soffre e delle famiglie«. Parole condivise dell'assessore Mar, che ha concentrato l'attenzione sull'incremento del numero di casi di anoressia durante l'anno di pandemia: «Per questo motivo la testimonianza di Mirko e Antonella è ancora più importante - ha dichiarato - dimostrando quanto sia fondamentale approcciare in modo corretto e multidisciplinare l'anoressia».

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