Lunedì, 2 Agosto 2021
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Poche le visite dei parenti alle case di riposo e gli anziani si lasciano andare

Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto: «Presenza dei famigliari col contagocce nonostante vi sia una legge che le consenta e questo genera problemi di salute che vanno dal calo cognitivo alla riduzione di peso»

Anziana in casa di riposo, archivio foto

«L'isolamento degli anziani nelle Rsa sta diventando un problema di salute. Ai disagi psicologici e alla mancanza di affetto si aggiunge il calo di peso». È l'allarme che lanciano i sindacati veneti dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto. «La Regione - continuano - non ha convocato i sindacati per il promesso aggiornamento sul monitoraggio delle visite dei famigliari. Ad agosto temiamo una situazione simile a un lockdown». 

Per le organizzazioni sindacali, «le visite dei famigliari col contagocce e con assenza di contatto, nonostante vi sia una legge che le consenta, si sono rivelate per gli anziani ospiti in casa di riposo l'origine di problemi di salute che vanno dal calo cognitivo al calo di peso», affermano lanciando un allarme. «Un mese fa  era emerso che oltre il 60% delle strutture prevedeva barriere, eliminando la possibilità di contatto fisico. Agosto è un mese molto critico - considerano le segretarie generali venete Elena Di Gregorio (Spi Ggil), Vanna Giantin (Fnp Cisl) e Debora Rocco (Uilp Uil) -. Se già fino ad ora molte case di riposo si sono rifiutate di garantire l'aspetto più affettivo durante le visite, nonostante vaccinazioni a tappeto degli ospiti e Green pass per i famigliari, temiamo che agosto diventi per i nostri anziani un mese di isolamento i cui effetti sulla loro salute psicologica e fisica si sono già visti in modo drammatico». Le segreterie hanno inviato una lettera ai ministri affinché sia garantita continuità alle aperture.

Oltre alle barriere fisiche, in questi poco più di due mesi di "aperture", i sindacati hanno raccolto segnalazioni di visite con durata troppo breve, di orari di accesso incompatibili con quelli di chi lavora, di personale costretto a funzioni di sorveglianza. E sul fronte della salute fisica, «preoccupa un recente rapporto del ministero della Salute che parla di rischio malnutrizione per il 70% degli anziani ospiti nelle case di riposo. È necessario - affermano - verificare se questo dato trovi riscontro anche nella realtà veneta. Ci arrivano notizie di anziani calati di peso in modo preoccupante, soprattutto quelli che non sono in grado di nutrirsi in autonomia. È opportuno il monitoraggio della Regione. Sappiamo quanto siano importanti le relazioni sociali e affettive per la salute degli anziani. Ormai con il Green pass si va ovunque, famigliari e volontari sono obbligati ad averlo per entrare nelle strutture - concludono le segretarie dei pensionati - perché ci si ostina a negare quel tipo di socialità che a stare bene i più fragili?».
 

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