Fase 2: ok all'app Immuni e aiuti a fondo perduto alle pmi

Decreto "di maggio": concluso a tarda sera Consiglio dei ministri. Trattamento dati nell'anonimato e info cancellate a fine anno. Sottosegretario Variati: «Ancora 2 mila in Terapia intensiva, serve prudenza»

App Immuni, Ansa

C'è l'ok del governo all'app Immuni l'applicazione che servirà a tracciare i contatti delle persone risultate positive al Covid 19 ed evitare la propagazione del contagio da Covid-19. Lo riporta Today. Il decreto di aprile, che l'esecutivo sta ancora completando, contiene una disposizione sull'applicazione in cui viene assicurato che "il trattamento dei dati per il tracciamento dei contatti avviene su informazioni rese anonime oppure pseudonimizzate ed è esclusa in ogni caso la geolocalizzazione dei singoli utenti". Si prevede gli utenti ricevano, prima dell’attivazione dell’applicazione, informazioni sulle finalità e sulle operazioni di trattamento, sui tempi di conservazione dei dati.

L'utilizzo

Circa l'obbligatorietà, si apprende, ''il mancato utilizzo dell’applicazione non comporta alcuna limitazione o conseguenza in ordine all’esercizio dei diritti fondamentali ed è assicurato il rispetto del principio di parità di trattamento". I dati utilizzati dalla app Immuni verranno cancellati a fine emergenza Covid-19 o, al massimo, entro il 31 dicembre 2020. 

Alert dopo un contatto 

L'applicazione Immuni, non ancora disponibile sugli app store, dovrebbe entrare in funzione nel mese di maggio su un server italiano, avvalendosi della tecnologia bluetooth. «L'app farà scattare l'alert quando ad esempio il signor Rossi avrà avuto un contatto stretto per più di 15 minuti con una persona positiva - spiega il commissario nazionale all'emergenza Domenico Arcuri - Al momento l'alert arriverà alla persona e non al servizio sanitario nazionale, sarà quindi l'utente a diventare protagonista del percorso sanitario». Ovviamente sarà anche necessario che in un tempo molto ravvicinato ci si possa sottoporre al tampone.

Funzioni e utilità

L’app dovrebbe essere composta da due distinte sezioni e funzioni. La prima è un sistema di tracciamento dei contatti che permetterà, con l'ausilio della tecnologia bluetooth, di rilevare la vicinanza tra due smartphone e ripercorrere a ritroso tutti gli incontri di una persona risultata positiva al Covid-19, così da poter rintracciare e isolare i potenziali contagiati. Nell'app ci sarà inoltre una sorta di diario clinico con tutte le informazioni più rilevanti del singolo utente (sesso, età, malattie pregresse, assunzione di farmaci) che dovrebbe essere aggiornato tutti i giorni con eventuali sintomi e cambiamenti sullo stato di salute. Secondo il biologo Enrico Bucci, professore alla Temple University di Philadelphia negli Stati Uniti, l'utilità dell'app dipenderà da quante persone la scaricheranno. Solo se utilizzata da almeno il 70% degli smartphone è utile. Ma soltanto il 66% degli italiani ha uno smartphone e quindi il traguardo è irraggiungibile, a meno che lo Stato non distribuisca telefonini a chi non ne possiede.

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I dati

Tra le novità del decreto "di maggio" gli aiuti a fondo perduto, quindi non attraverso la formula del prestito a condizioni vantaggiose e garanzia statale, per le pmi e la cassa integrazione per altre 9 settimane. «Aprire in fretta comporterebbe un disastro sanitario - afferma il sottosegretario all'Interno Achille Variati - Conte è stato investito dalle critiche. Da molte parti si è invocata la riapertura di tutte le attività, subito o in pochi giorni. Il rapporto del comitato tecnico scientifico indica che se riaprissimo subito, scuole comprese, ci potremmo trovare già a giugno con 150 mila ricoverati gravi». Siamo arrivati a poco meno di 2000 ricoverati in terapia intensiva, secondo i dati riferiti dal sottosegretario. Il punto più alto è stato il 3 aprile con poco più di 4000 ricoverati gravi. I posti totali disponibili a livello nazionale in terapia intensiva sono circa 9000. Abbiamo oltre 100 mila casi attivi. «Forzare la mano può portare a un ritorno, ancora più forte, del contagio».

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