Gli studenti universitari tornano a vivere a Venezia

Dei 134 appartamenti messi online il 7 settembre, ne sono rimasti 68 al 28 ottobre. Grazie a un portale, Students.Veniceapartment.com, realizzato da proprietari, istituzioni e università

Venezia, archivio

In due mesi, dal 7 settembre al 28 ottobre, di 134 appartamenti messi a disposizione on line per gli studenti ne sono rimasti disponibili 68. È accaduto a Venezia dove, grazie a un portale, molti giovani hanno trovato casa in centro storico, vicino alle sedi universitarie, o in terraferma a prezzi più convenienti. Si chiama Students.Veniceapartment.com, è stato realizzato ad agosto scorso dopo la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra la città di Venezia, l'Università Iuav, Confedilizia Venezia, Abbav (Associazione degli host del Veneto) e Associazione Aagata per la promozione della disponibilità di locazioni a studenti universitari di immobili, nella città antica, originariamente destinati ad affittanza turistica. 

In meno di due mesi molti studenti hanno trovato casa. L'impegno nato durante la prima ondata pandemica e che si è arricchito delle sottoscrizioni di Regione Veneto, Città Metropolitana, Università Ca’ Foscari di Venezia, Conservatorio di Venezia e Accademia di Belle Arti, insieme all'Università Iuav di Study in Venice, ha visto 4.739 utenti collegati con 31.198 pagine visualizzate per un totale di 7.534 sessioni con una sessione media di 4 minuti. Un elevato numero di contatti ricevuti da parte degli studenti, con una domanda superiore all’offerta, e un alto tasso di affittanza degli appartamenti presenti nel portale. Il 50% degli annunci è stato eliminato per chiusura del contratto e nel 78% dei casi si è trattato di locazioni andate a buon fine grazie al collegamento sul portale. La provenienza geografica degli utenti per oltre il 90% dei contatti è italiana, con 4300 utenti. Nelle successive 9 posizioni ci sono, nell’ordine, la Francia (44 utenti pari allo 0,93%), gli Stati Uniti (42 utenti pari allo 0,88%), la Turchia (32 utenti pari allo 0,67%), la Germania (26 utenti pari allo 0,55%), la Cina (23 utenti pari allo 0,48%), il Regno Unito (21 utenti pari allo 0,44%), il Messico, la Russia (19 utenti ciascuno pari allo 0,4%) e la Spagna (17 utenti pari allo 0,36%).

«Venezia - commenta l'assessore all'Università Paola Mar - sta vivendo mesi bui che vedono un drastico calo delle presenze turistiche in città e il conseguente non utilizzo di tanti appartamenti che i proprietari preferivano destinare ad uso ricettivo per locazioni turistiche. La pandemia ha dimostrato la necessità di superare i consueti schemi di affittanze e proprio condividendo questa finalità con le associazioni cittadine del settore, abbiamo sottoscritto un testo che mira a dare importanti opportunità di locazione temporanea a questi immobili a favore di studenti delle Università, dell’Accademia e del Conservatorio. Abbiamo segnato un nuovo inizio per la residenzialità di giovani studenti che contribuiranno comunque a fare della città un luogo vivo».

«Con l’Avvocatura civica del Comune di Venezia, e i numerosi enti che hanno collaborato - commenta il consigliere delegato all'Avvocatura civica Paolo Romor - siamo riusciti, seppure in un contesto non facile perché caratterizzato da norme rigide e vincolistiche, a realizzare un nuovo “abito su misura” per le esigenze degli studenti e dei proprietari di appartamenti». Soddisfatta la rettrice di Ca' Foscari Tiziana Lippiello: «Il protocollo d'intesa è un passo avanti nel rafforzamento di una rete fra le istituzioni universitarie veneziane e l'amministrazione comunale. Un progetto al quale ho creduto. La residenzialità è un tema cruciale non solo per lo sviluppo delle nostre università ma anche per tutta la città di Venezia». 

«Si consolida e si allarga il fronte degli interventi a favore della residenza studentesca a Venezia - commenta Alberto Ferlenga, rettore dell'Università Iuav di Venezia - L'iniziativa lanciata qualche mese fa ha portato a importanti risultati. Il suo allargamento costituisce un ulteriore passo verso il consolidamento di una presenza stabile nella città». «Abbiamo lavorato nella giusta direzione – dichiara il presidente di Agata, Massimo Maccatrozzo - Gli associati hanno dimostrato la loro capacità e flessibilità nell'adeguarsi alle nuove esigenze di mercato. Un'opportunità per superare la crisi determinata dalla pandemia e una possibilità di riposizionarsi sul mercato residenziale». Infine per Giuliano Marchi, presidente di Confedilizia di Venezia, «questa esperienza può trovare applicazione anche per i contratti di locazione a residenti». Ondina Giacomin, presidente di Abbav, commenta: «il portale students.veniceapartment.com ha ricevuto un riscontro più che positivo. Molti degli iscritti alle nostre associazioni hanno provveduto a inserire tempestivamente i propri immobili nelle liste. Siamo entusiasti di aver posto le basi di un progetto che può avere un riscontro importante per studenti e proprietari di immobili».

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