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Gli assistenti bagnanti avranno una propria associazione: «Dobbiamo tutelarci»

Una mossa per guadagnare dignità e autorevolezza, ma anche per portare avanti battaglie lavorative importanti. Ad esempio, la necessità di avere assistenza in caso di indagini e processi

I bagnini (gli assistenti bagnanti, per essere corretti) invocano dignità e tutele: ecco perché nelle prossime settimane sarà costituita, sul litorale veneto, un'associazione che li rappresenterà e che porterà avanti le varie istanze della categoria. La più urgente, anche alla luce della recente indagine legata alla morte di un ragazzo annegato a Jesolo, potrebbe essere quella della necessità di assistenza legale nei procedimenti di tipo penale in cui i bagnini si trovano coinvolti e che possono comportare spese molto elevate.

Associazione di categoria

I temi sono tanti e di varia natura. «L'idea di un'associazione nasce perché, come categoria, ci sentiamo messi in disparte e poco rispettati - spiega Alessandro Rorato, assistente a Jesolo -. Il nostro è un mestiere rischioso e ogni giorno c'è la possibilità di avere a che fare con delle vite umane in pericolo. Abbiamo quindi deciso di unirci per avere forza, ottenere maggiore dignità e chiedere più tutele». Non solo: la rete servirà anche come punto di riferimento per i nuovi arrivati, per organizzare corsi di aggiornamento, scambiarsi idee e competenze, dialogare con i vari enti e istituzioni. E poi, per portare avanti richieste contrattuali: orari e condizioni di lavoro, salari, questioni di sicurezza come l'obbligo della presenza di due bagnini per postazione anche durante la pausa pranzo («Le statistiche dicono che è proprio quello l'orario più pericoloso per gli incidenti in mare», spiega Rorato); e, appunto, la tutela legale: «L'assicurazione per i casi di disputa civile è già obbligatoria per i datori di lavoro - precisa - mentre non lo è quando si va nel penale. Questo per un lavoratore può significare dover spendere migliaia di euro per un avvocato».

Litorale veneto

Il progetto partirà nelle aree del Lido di Venezia, Cavallino, Jesolo, Eraclea, Caorle e Bibione, ma è pronto ad allargarsi a chiunque sia interessato. Sono già un centinaio i lavoratori coinvolti e nelle prossime settimane, al termine della stagione, dovrebbe svolgersi la prima riunione in cui saranno votatate e assegnate le cariche. Un nome ancora non c'è, ma già nel giro di un mese, probabilmente, sarà tutto definito.

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