Zaia difende la proposta di inserire i neolaureati negli ospedali

Ne ha parlato stamattina, spiegando che il dibattito è legittimo ma che c'è da tamponare il problema di carenza di medici: «Sono ragazzi competenti che possono lavorare in geriatria e medicina generale»

L'ospedale dell'Angelo di Mestre

Il problema è sempre quello della carenza di professionisti: le università venete negli ultimi anni «hanno sfornato meno medici di quelli che servono - ha ricordato il governatore Luca Zaia stamattina - e nella nostra regione ne mancano 1.300». L'ultima soluzione trovata, prevista da una apposita delibera regionale, è quella di fare entrare in attività giovani neolaureati e abilitati ma non ancora specializzati. L'idea ha trovato l'avversione delle università (Padova e Verona), delle opposizioni politiche, dei sindacati e degli stessi medici: la Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri teme un abbassamento della qualità dell’assistenza, oltre che ostacoli alle possibilità di carriera dei neolaureati.

Neolaureati negli ospedali

«Il dibattito è legittimo - ha detto Zaia - Il mondo della formazione vuole formare i ragazzi ed è giusta la richiesta di portare giovani tutti specializzati negli ospedali. Ma non ha senso che un medico laureato con 6 anni di università più uno di abilitazione sia ritenuto un pericolo pubblico in ospedale. Se i medici abilitati non possono nemmeno avvicinarsi ai pazienti per i controlli e gli interventi più semplici, allora le università lo devono certificare. Se ci dicono che non possono fare niente, questa è una notizia. Secondo noi, invece, questi ragazzi possono essere assunti. Non per andare a fare i cardiochirurghi o i pediatri, ma per essere impiegati in reparti come geriatria (perché vengono trattate patologie di contenimento), medicina generale o pronto soccorso. La delibera resta valida, aspettiamo il ricorso di Anaao perché vogliamo vedere le motivazioni e perché speriamo di avere indicazioni di cui potremmo tener conto».

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Il bilancio regionale

La delibera, presentata il 14 agosto, cerca di far fronte alla carenza di specialisti proponendo di impiegare 500 medici con la sola abilitazione, limitatamente ad alcuni reparti, dopo un corso di 92 ore in aula più due mesi di tirocinio in corsia. Zaia ne ha parlato durante il punto stampa in cui ha annunciato l'approvazione del bilancio regionale, che ammonta a 15,7 miliardi di euro dei quali quasi 10 per la sanità.

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