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I musei dopo l'epidemia: audioguide, visite singole e percorsi inediti

L'iniziativa è stata adottata dalla Fondazione di Venezia per agevolare la fruizione museale post epidemia. Le audioguide saranno disponibili per le esposizioni in sede e presso la Casa dei Tre Oci

La Fondazione di Venezia pensa già alla fase di riapertura delle sue realtà culturali, dopo l’emergenza sanitaria di queste settimane, introducendo un sistema di audioguide via podcast completamente gratuito, disponibile per tutti i visitatori a partire dalle esposizioni alla Casa dei Tre Oci - dove sarà ancora in programma L’invenzione della felicità, la più ampia retrospettiva mai realizzata in Italia dedicata al fotografo francese Jacques Henri Lartigue - e nella sua sede, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze contingenti di maggiore sicurezza e tutela della salute.

Accedendo dal proprio smartphone - tramite un sistema di QR code - a una piattaforma on line dedicata, il visitatore avrà la possibilità di scaricare un programma audio che consentirà di ascoltare tutte le informazioni relative ai contenuti in mostra, dal racconto del percorso espositivo agli approfondimenti relativi alle singole opere, realizzati direttamente dai curatori delle mostre o da voci autorevoli del panorama culturale veneziano, senza dover usare le audioguide tradizionali o partecipare a visite guidate collettive e avvalendosi, grazie a questa formula, di uno strumento esclusivamente personale per un’esperienza di visita su misura.  

In particolare per la rassegna che raccoglie i capolavori di Lartigue allestita alla Casa dei Tre Oci, le audioguide via podcast conterranno le interpretazioni e i commenti alle opere di Denis Curti, direttore artistico della Casa della fotografia e curatore della mostra. 

«Questo periodo di difficoltà per il Paese e per il nostro territorio – dichiara Giovanni Dell’Olivo, direttore della Fondazione di Venezia – può e deve costituire una risorsa per ripensare anche il mondo della cultura e le sua modalità di fruizione tradizionali. In attesa delle prossime prescrizioni del Governo, ci stiamo muovendo per gestire al meglio la fase di riapertura delle realtà culturali che fanno capo alla Fondazione introducendo elementi di innovazione culturale e tecnologica che rispondono però ad una esigenza di innovazione sociale. Partiamo dalle necessità legate all’emergenza Covid-19 per iniziare a usare in maniera sistematica questa tecnologia gratuita e inclusiva ed estenderla ai diversi progetti del nostro ente». 

La Fondazione di Venezia insieme a M9 - Museo del '900 sta lavorando alla implementazione della stessa tecnologia per le mostre del Museo e alla elaborazione di contenuti via podcast utili alla realizzazione di mappe che consentiranno al pubblico, non solo di godere di una narrazione inedita dei luoghi della città metropolitana legati al XX secolo, ma anche di visitarli.

«Si tratta di un ragionamento in fase di elaborazione da tempo – conclude Dell’Olivo – e legato alla missione stessa di M9 che porteremo a termine nei prossimi mesi con il coinvolgimento di tutti i principali attori della città. Sin dal suo concepimento M9 intende essere non solo il luogo dedicato all’approfondimento della storia del Novecento ma anche il centro di propulsione e promozione di una più ampia conoscenza del territorio e dei luoghi di esso connessi al secolo breve».

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