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Aumentano gli imprenditori stranieri: +60,2% negli ultimi 10 anni nel Comune di Venezia

Il dato si assesta a +41,7%, invece, nell'intera provincia. Secondo la Cgia di Mestre, solo nel 2020, c'è stata una variazione del 2,3% nel territorio veneziano

Continuano ad aumentare gli imprenditori nati all'estero attivi nella provincia di Venezia. Secondo i dati di Infocamere, come fa sapere la Cgia, alla fine del 2020 erano in tutto 11.469, pari al 10,9% del totale. L'incidenza, stando ai dati, è lievemente superiore rispetto a quella regionale (9,5%) e a quella nazionale (9,8%).

Solo nell'ultimo anno, nonostante l'epidemia, gli imprenditori immigrati sono cresciuti del 2,3%. Fa riflettere, invece, la variazione dell'ultimo decennio: +41,7% in provincia, +60,2% solo nel Comune di Venezia. «Nonostante le numerose difficoltà che gli artigiani, i piccoli commercianti e i lavoratori autonomi hanno patito a causa del covid anche nella nostra provincia, - spiega il presidente di Cgia Roberto Bottan - nell’ultimo anno i cittadini stranieri, invece, hanno continuato a fare impresa.  Un paradosso che potrebbe essere riconducibile, almeno in parte, al fatto che per poter rinnovare il permesso di soggiorno un extracomunitario che vuole rimanere in Italia deve avere un lavoro. Vista la crisi e il conseguente aumento del numero dei disoccupati registrato nel 2020, l’unica possibilità per trovare un’occupazione è stata quella di aprire una partita Iva».

Quasi la metà degli imprenditori immigrati presenti nella nostra provincia, proseguono dalla Cgia, si concentra nel Comune capoluogo (5210), seguono il Comune di San Donà di Piave con 612 e quello di Jesolo con 525. Nel Comune di Venezia gli imprenditori nati all’estero rappresentano il 14,8% del totale, con un’incidenza superiore sia alla media Veneto (9,5%) che a quella italiana (9,8%).

Guardando ai settori di occupazione, si riscontra una certa eterogeneità dell’imprenditoria immigrata. La ristorazione che, ovviamente, include anche i bar, è il settore con la maggiore incidenza di immigrati sul totale (18,9%), seguita dall’edilizia (16,3%) e dal commercio al dettaglio (13,9%). Se nei bar e nella ristorazione è dominante la presenza della comunità cinese, nel settore dell’edilizia prevalgono gli albanesi, i romeni e i cittadini provenienti dai paesi dell’ex Jugoslavia. Nel commercio, invece, dominano i bengalesi e tra gli ambulanti i marocchini. Per quanto riguarda lo Stato di nascita, invece, il Paese più rappresentato è la Cina con 1930 imprenditori (16,6% del totale immigrati). Seguono il Bangladesh con 1292 (11,1%), la Romania con 946 (8,1%) e l’Albania con 871 (7,5%).

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