Autotrasporti, primo sì europeo alle norme contro la concorrenza sleale. C'è anche la Lega

Obbiettivo: garantire adeguati periodi di riposo ai conducenti e rilevare gli attraversamenti delle frontiere contro le frodi

Autotrasportatori, archivio

Contrasto alla concorrenza sleale e alle conseguenze del dumping salariale: cavallo di battaglia per gli autotrasportatori che si sono mobilitati a Roma poco tempo fa per sostenerlo. Ma anche tema di discussione durante l'approvazione di oggi del pacchetto mobilità in commissione Trasporti del Parlamento europeo. Ne sono stati relatori gli europarlamentari Paolo Borchia e Marco Campomenosi della Lega.

Il pacchetto mobilità approvato

La riforma delle norme europee del trasporto su strada è passata martedì 9 giugno in commissione. Le nuove regole puntano a garantire adeguati periodi di riposo agli autotrasportatori, mentre i cronotachigrafi saranno usati anche per la rilevazione degli attraversamenti delle frontiere contro le frodi. Si è ottenuto il primo risultato positivo in ambito europeo sulle norme antidumping nell'autotrasporto.

La concorrenza

«Seppur migliorabile l’accordo va nella direzione di combattere il dumping salariale, con l’auspicio di ridurre la delocalizzazione delle nostre imprese», hanno commentato Borchia e Campomenosi. Questo sistema di regole per la Lega va nella direzione di limitare il fenomeno dei camion che non rientrando mai nel loro Paese di origine, circolano in Italia, Germania, Francia e Austria, impiegano personale pagato con contratti e tutele sociali vigenti nell’est Europa. «Un fatto che ha creato e crea danni enormi alle piccole imprese del settore del trasporto merci su strada, favorito la delocalizzazione fittizia di aziende verso paesi come la Polonia e la Slovacchia e colpito i camionisti con una concorrenza salariale al ribasso che ha fatto perdere posti di lavoro e creato insicurezza sulle nostre strade», affermano.

I controlli

«Serve massimo impegno - dicono Borchia e Campomenosi - per difendere le realtà italiane dalla concorrenza sleale delle imprese dell’est europeo che operano nel nostro Paese e che hanno costretto migliaia di nostre aziende a chiudere a causa di differenti condizioni fiscali e salariali applicate: una situazione inaccettabile. Sarà fondamentale, di pari passo con l’iter del provvedimento, implementare norme e controlli».

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