Lunedì, 17 Maggio 2021
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Dubbi sulle bandiere blu, il Codacons chiede chiarezza: "Possibile conflitto di interessi"

Secondo l'associazione, la certificazione assegnata alle spiagge potrebbe non essere genuina: "Rapporti economici tra l'ente e i Comuni che le ricevono". Presentati diversi esposti

Il Codacons vuole fare chiarezza sulle otto “bandiere blu” assegnate nel 2018 al Veneto e per questo ha presentato un esposto alle Procure di Venezia e Rovigo, all’Anac e all’Antitrust, chiedendo  di far luce sui criteri seguiti dall’ente che assegna la certificazione. L'associazione segnala "rapporti economici, seppur indiretti", esistenti tra i Comuni cui viene rilasciato il premio e la Fee (Foundation for Environmental Education), che ogni anno promuove le località virtuose.

L'ipotesi: "Accordi per compensi indiretti"

Il Codacons avanza l'ipotesi dell'esistenza di una prassi per cui, "se da un lato la procedura di attribuzione della bandiera blu è gratuita, dall'altro sembrano esserci dei costi a carico dei Comuni per dei corsi di formazione tramite Fee Italia". Nel caso in cui le procedure di attribuzione siano sorte sul presupposto di un accordo/convenzione, "si deve far chiarezza sia sulle procedure che hanno determinato l'accordo di sponsorizzazione, sia sulla procedura di valutazione delle acque”.

Tutela degli utenti

"Le bandiere blu indirizzano migliaia di utenti verso le località premiate - ricorda il Codacons - Abbiamo chiesto di aprire una istruttoria per accertare la correttezza, sotto un profilo tecnico/giuridico, delle procedura di assegnazione dei riconoscimenti alla balneazione e, quindi, un accertamento sull’esistenza di rapporti giuridico-economici, anche non direttamente riconducibili, per il procedimento di rilascio".

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