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Miranese, artigiani: solo due imprese su dieci guidate da donne

L’Associazione artigiani del Miranese promuove il bando della Regione Veneto per l’imprenditoria femminile, con contributi a fondo perduto fino 51mila euro per le imprese “rosa”

Torna quest’anno il bando delle Regione Veneto sull’imprenditoria femminile, dopo le edizioni 2019 e 2021, con uno stanziamento ad oggi di 2 milioni e 300mila euro ma con la possibilità già prevista, appena ci sarà la disponibilità di nuove risorse, di allargare ulteriormente la dotazione. L’Associazione Artigiani del Miranese, per l’occasione, ha attivato un servizio informativo apposito per assistere adeguatamente le imprese “rosa” del territorio. 

«Il bando è un’ottima opportunità per le imprese rosa del Miranese e non solo, – spiega Maurizio Munaretto, presidente dell’associazione -, che possono ottenere un contributo a fondo perduto per investire nelle loro aziende e migliorarne l’efficienza e la competitività, modernizzandole e rendendole al passo con i tempi». Nel comprensorio del Miranese le imprese guidate da donne sono 1.920, quasi il 20% (19,68%) del totale delle imprese attive sul territorio, un dato in linea con la media del territorio della città metropolitana di Venezia (19.44%), e tutto sommato stabile rispetto agli anni precedenti. Guardando ai singoli comuni si può notare come il comune più “rosa” sia Mirano con 469 unità (il 22,03% delle imprese totali dello stesso comune e il 24,43% delle imprese femminili del Miranese), mentre fanalino di coda è il comune di Salzano, con 148 imprese a guida femminile, (con il 18,62% rispetto al totale delle imprese dello stesso comune), appena il 7,71% della popolazione imprenditoriale “rosa” del Miranese.

Per quanto riguarda la natura delle attività nelle quali le donne scelgono di investire, vediamo che un’imprenditrice su quattro (25,99%) è attiva nel commercio, seguita a debita distanza dai servizi (13.49%) e dall’agricoltura (11.51%). Nei tre settori sono impiegate la metà delle imprenditrici del Miranese. «I dati sono stabili rispetto alle passate rilevazioni camerali, e secondo la stessa CCIAA i dati 2022 dovrebbero confermare il trend - conclude Andrea Dal Corso, responsabile sindacale dell’associazione -, tuttavia sapere che in media solo un’impresa su cinque è guidata da una donna, e la stessa situazione è abbastanza simile nella città metropolitana di Venezia, ci fa capire come ci sia ancora tanta strada da fare, e allora ben vengano iniziative come questa, e anzi l’auspicio è che diventino più frequenti e realmente a misura delle imprese del territorio». 

Ed entra più nei dettagli: «Si tratta di un contributo a fondo perduto del 30% per spese di investimento minime di 20mila euro fino ad un massimo di 170mila e quindi si parla di contributi a fondo perduto che vanno da 6mila a 51mila euro». I contributi inoltre interessano sia l’avvio di imprese femminili ex novo a patto che siano già iscritte anche se inattive nel 2023, sia il consolidamento, lo sviluppo e l’ammodernamento delle imprese femminili esistenti”. Saranno ammissibili spese in macchinari, impianti produttivi, hardware ed attrezzature, arredi, negozi mobili, mezzi di trasporto aziendali, programmi informatici e potenziamento dei sistemi di sicurezza. Inoltre da questa edizione è agevolabile anche la spesa per realizzare impianti fotovoltaici e novità importante, da quest’anno il bando è aperto anche alle professioniste, anche operanti in forma associata, che avranno una loro linea dedicata e riservata.

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