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Biblioteche, l'incontro in prefettura segna la tregua fino al tavolo del 28 maggio

Comune e sigle sindacali affronteranno l'affidamento in appalto di alcuni servizi: il tema su cui si sono rotte le trattative

Biblioteca di villa Erizzo, archivio

L'incontro in prefettura di giovedì fra le sigle Fp Cgil, Uil Fpl, Csa Ral, Diccap e Gianpiero Bulla, RSU, con l'assessore al Personale del Comune, Paolo Romor, si conclude con una tregua. Sospeso lo stato di agitazione, si riprende il 28 maggio.

Il confronto

A interrompere le trattative il tema dell'affidamento in appalto di alcuni servizi blibliotecari, unitamente al nodo delle assunzioni. «Necessarie per sopperire alla carenza di personale in un sistema che rappresenta un punto di riferimento per il cittadino», dicono i sindacati. Diversamente organizzabili invece per l'amministrazione comunale, che però ha aperto all'incontro di martedì prossimo con i rappresentanti dei lavoratori.

L'appalto

Le sigle puntano il dito contro «l'assenza di chiarezza del Comune. Con la nuova gara c’è il serio pericolo che l’amministrazione sostituisca con personale esterno i buchi lasciati da pensionamenti o cessazioni, dando alle ditte appaltatrici sempre più “pezzi” di biblioteche. Il Comune  - proseguono i sindacati - non ha voluto fornire dati inerenti il numero di ore lavorate dai dipendenti interni ed esterni, e la descrizione dei servizi oggetto dell’appalto».

I temi della discussione

«Organizzazione del lavoro, funzioni e ruoli, andamenti occupazionali, contenuti dell’appalto, percorsi di valorizzazione delle professionalità interne e monitoraggio trimestrale sull’attuazione dell’appalto - i temi del prossimo confronto tra le parti - Senza risposte chiare - anticipano le sigle sindacali - considereremo negativo l'esito della conciliazione e procederemo allo sciopero».

Modernizzazione

«L'amministrazione Brugnaro sta puntando molto sul sistema bibliotecario, ampliando e potenziandone la rete, offrendo servizi sempre più qualificati. Dopo gli investimenti sulla Bettini, sulla Vez, e sullaVez Junior, va ricordato il nuovo spazio a Forte Marghera - dichiara l'assessore Paolo Romor -. Abbiamo sviluppato una gestione del servizio che vede una sempre più stretta collaborazione tra pubblico e privato, soprattutto a copertura dei turni serali e festivi. Non è chiaro quali siano le preoccupazioni dei rappresentanti sindacali, posto che il nostro personale continua ad avere l'attuale inquadramento, che l'organizzazione prevista consente di avere carichi di lavoro equilibrati. Forse l'importante per alcuni di loro era non tornare a casa con il "sacco vuoto", così abbiamo ribadito ancora una volta la nostra disponibilità ad aprire un tavolo di discussione. I tanti fruitori delle biblioteche comunali possono stare per il momento tranquilli, stato di agitazione sospeso e servizi garantiti. Mi auguro che la normale dialettica di confroto torni nella sede più consona: quella comunale. Per noi resta aperto il tavolo della contrattazione decentrata, con l'obiettivo di valorizzare il merito e le capacità dei tanti dipendenti del comparto che hanno accettato la sfida dell'efficientamento e della modernizzazione della pubblica amministrazione».

Questione Correr

È scontro intanto sul trasferimento a Mestre della biblioteca Correr nei locali dell'ex emeroteca di piazza Ferretto. Annunciato pochi giorni fa dal sindaco Brugnaro è diventato oggetto di interrogazione al primo cittadino da parte del Partito Democratico. «Fa parte di un piano complessivo di riqualificazione del centro di Mestre - scrive l'onorevole Nicola Pellicani -. che non è proseguita. Mentre oltre 200 personalità del mondo della cultura hanno firmato un appello contro lo spostamento dei materiali da Venezia, che rischierebbe di privare l'area Marciana di una delle poche funzioni culturali e sociali rimaste, consegnando la piazza alla monocultura turistica. Si interroga il sindaco - conclude Pellicani - per sapere se intenda salvaguardare la collezione del Correr e, quindi, riconsiderare il trasferimento e lo smembramento della biblioteca».

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