Il coro più numeroso d’Italia diventa virtuale: le prove si fanno da casa

Non più prove in comunità ma una tecnologia che consenta di cantare insieme in contemporanea tra centinaia di persone da remoto: cosa cambia per la veneziana Big Vocal Orchestra e i Vocal Skyline

Prove corali-individuali per il coro più numeroso d’Italia, la veneziana Big Vocal Orchestra e i Vocal Skyline. Questa la formula adottata dalle celebri formazioni vocali dirette dall’artista muranese Marco Toso Borella e che contano un organico di oltre 300 coristi. Non delle comuni videolezioni ma un sofisticato montaggio che consente a ciascun corista di vivere da casa l’esperienza della prova d’insieme, sfruttando delle voci guida e sormontando le tracce gradualmente in modo da accompagnare il corista nell’apprendimento del brano, ciascuno per la propria sezione vocale.

Tutto virtuale

«Ogni settimana – spiega il direttore Marco Toso Borella, ideatore della originale formula - i coristi ricevono una mail con lo spartito e la traccia della base audio insieme a un link che li conduce all’interno di una vera e propria prova con riscaldamento vocale, spiegazioni dei brani, voci guida che fanno da esempio, spartito e testo e infine il brano interpretato dalle tre voci guida, una per sezione (soprani, contralti e voci maschili). Ogni corista ha così l’opportunità di studiare individualmente la propria parte ma al contempo di esercitarsi con le altre sezioni corali in un allenamento virtuale. Certo non è come provare realmente tutti insieme, ma nell’impossibilità di farlo abbiamo escogitato questa soluzione». Entusiastica la risposta dei coristi che hanno aderito all’iniziativa che giunge dopo mesi di pausa forzata delle formazioni corali, sia per le prove che per i concerti. E così di necessità virtù: per non perdere l’allenamento, ma rispettando scrupolosamente le normative sul distanziamento, è nata l’idea di sfruttare tutte le potenzialità che la tecnologia può offrire per continuare il lavoro di preparazione vocale e farsi trovare pronti per quando saranno riaperti i teatri e sarà possibile riprendere l'attività concertistica.

Situazione migliore

«Non disponiamo di una tecnologia che consenta di cantare insieme in contemporanea tra centinaia di persone da remoto senza ritardi e difficoltà di sincronizzazione – continua Toso Borella – le abbiamo studiate tutte e questa soluzione è quella che ci consente di continuare il nostro lavoro di studio e preparazione, sopperendo al lavoro di insieme con una maggiore cura del lavoro individuale. Questo significa che quando potremo ritornare sul palco non solo avremo un repertorio rinnovato ma non avremo sprecato questo tempo ad aspettare, anzi lo avremo dedicato a migliorarci e perfezionare i dettagli». «Difficile è sostituire con la tecnologia il valore della relazione umana che si crea in una realtà collettiva come la nostra - spiega Cristina Pustetto, regista e direttore artistico- in questo periodo abbiamo cercato di tessere ugualmente delle relazioni interpersonali, attraverso i social e non solo, e ci rendiamo conto oggi più che mai di quanto questo nostro progetto abbia una vera e propria funzione sociale sia per gli iscritti che per il pubblico: la funzione sociale dell'arte, del teatro, della musica». 

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