Il Comune di Venezia chiude il 2019 con un avanzo positivo di 62 milioni di euro

I dati presentati dall'assessore al bilancio. "Guarderemo al futuro con serenità"

Un avanzo positivo di 62 milioni di euro, un conto economico di 140 milioni di euro e 62 milioni di cassa libera (ad oggi). Sono questi i dati più significativi presentati dall’assessore al Bilancio, Michele Zuin dopo l'approvazione da parte della giunta del rendiconto di gestione del Comune di Venezia.

Da -72 a +62 milioni

«Al primo gennaio 2015 – ha spiegato Zuin - il disavanzo del Comune di Venezia era di 72 milioni di euro. Passare da – 72 a + 62 milioni è la dimostrazione di cosa significhi mettere a posto i conti. Da maggio 2018 siamo costantemente in cassa libera: possiamo operare senza alcuna anticipazione di tesoreria e senza dover pagare interessi». Una situazione che, secondo Zuin, consentirà di affrontare il futuro con più serenità, nonostante l’emergenza Coronavirus abbia già determinato minori entrate, legate al turismo, per 115 milioni.

Il caso Actv

Una tra le preoccupazioni, in queste ultime settimane, è quella relativa a Actv. Grazie ad una norma prevista dall'allora commissario del Comune Vittorio Zappalorto, l'amministrazione veneziana riceve ogni anno un contributo da Actv. Undici milioni, in condizioni normali, ma secondo le previsioni dell'azienda di trasporti i mancati incassi nel 2020 saranno pari a 100 milioni. Visto il quadro,in molti hanno chiesto che il Comune rinunciasse agli 11 milioni di trasferimento. Oggi Zuin ha annunciato che sarà così, e il Comune restituirà alla società i soldi che in base all'accordo Zappalorto vengono incassati. Visto il calo delle entrate, non si trattera' pero' di 11 milioni, ma di una cifra verosimilmente compresa tra i due e i tre milioni. 

Le previsioni per i prossimi mesi

«Riusciremo a combattere la crisi per il biennio 2020 – 2021 con un’arma in più, in previsione del 31 luglio, termine entro il quale andrà approvato l’assestamento di bilancio e verrà studiata una manovra di riequilibrio dei conti - spiega l'assessore -. In che modo? Grazie ai 62 milioni di avanzo, alla rimodulazione dei mutui, all’avanzo vincolato di 16 milioni derivante dall’imposta di soggiorno, al contributo di 9,8 milioni stanziato dal Decreto Rilancio Italia. Quello che manca – continua – lo si recupererà intervenendo sulle spese di funzionamento». Queste ultime non sono legate a servizi, ma ad esempio all’acquisto di materiale di cancelleria, al ritardo nelle assunzioni, alla riduzione di qualche abbonamento. 

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