Giovedì, 29 Luglio 2021
Attualità

«Bollette Tari da migliaia di euro agli esercizi rimasti chiusi: vergognoso»

Ascom San Donà e Jesolo si appellano alla conferenza dei sindaci affinchè ci sia un intervento immediato

«Agli esercizi commerciali rimasti chiusi a causa dell’emergenza sanitaria, o che hanno potuto aprire solo per pochi giorni, sono arrivate le cartelle Tari 2020, con importi assurdi. E’ vergognoso che, ad esempio, attività che hanno aperto solo per pochi giorni o due soli come la discoteca il Muretto, sia arrivata da pagare una bolletta di 9mila euro. Tutto questo è incredibile ed è folle che non si sia fatto qualcosa». Il presidente Confcommercio San Donà-Jesolo, Angelo Faloppa, va giù duro dopo avere appreso, dai colleghi imprenditori, degli importi che sono arrivati da Veritas in merito alla Tari, la tassa per l’asporto dei rifiuti. «Sono importi pesanti – continua Faloppa – soprattutto a fronte del mancato lavoro. Veritas, tra l’altro, ha risparmiato da parte suo perché non ha svolto parte del servizio: ha messo dipendenti in cassa integrazione, ha tenuto camion fermi, ha fatto meno conferimenti in discarica… Dunque, perché, allora, questi minori costi non sono stati trasferiti nelle bollette, se non in minima parte?».

Si andrebbe, ad esempio, secondo Ascom dagli 9mila euro della discoteca il Muretto che ha aperto due soli giorni ai diecimila per un ristorante rimasto chiuso tutto l’anno. «Importi che sono una provocazione in questo momento - commenta il delegato comunale di Jesolo, Alberto Teso -. Nella tariffa c’è una parte fissa (pulizia strade, acquisto cassonetti, mezzi ecc.) e una variabile, determinata proprio dalla quantità di rifiuti asportati: se questi elementi mancano, perché l’imprenditore deve pagarne ugualmente il relativo costo? Il servizio asporto rifiuti è in parte mancato, perché si deve pagare (quasi) per intero? Capiamo gli obblighi di legge in capo a Veritas, i vincoli di bilancio, i complessi calcoli di ripartizione tra i vari comuni, capiamo tutto, ma non si può chiedere il pagamento di un servizi non svolti. In questo momento di "lacrime e sangue" ogni pagamento è una stilettata».

Una situazione che il presidente Faloppa definisce «vergognosa». «Chiediamo alla Conferenza dei Sindaci di intervenire, anche politicamente, in tutte le sedi opportune, per chiedere una seria riflessione ed un ripensamento», è l’appello lanciato da Faloppa e Teso. «Spostare il pagamento al 15 gennaio è un intervento insignificante».

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