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Foto: Ca Farsetti, immagine d'archivio

Foto: Ca Farsetti, immagine d'archivio

Diccap tira le somme del 2018: «Lavoratori del Comune per un anno sotto attacco»

Il sindacato: «Lasciati a casa i dipendenti con contratto a chiamata e i precari, sospese le retribuzioni festive, azzerato l'integrativo. Acquistate però 13 auto per la polizia locale e per la propaganda»

È un quadro a tinte fosche, quello tracciato dal sindacato Diccap, per fare un bilancio della condizione dei lavoratori comunali in chiusura d'anno. «Un anno sotto attacco per i dipendenti di Ca' Farsetti - scrive Luca Lombardo coordinatore regionale del sindacato -, senza esclusione di colpi. Lasciati a casa i dipendenti con contratto a chiamata e i precari, sospese le retribuzioni festive, azzerato il contratto integrativo. Acquistate però 13 auto nuove per la polizia locale e per il sostegno alla propaganda del sindaco».

Meritocrazia

«Finta - sostiene il sindacato -, basata sulle idee vincenti, con l'azzeramento del contratto collettivo integrativo (tutto stabilito in regolamento), l'annullamento della vita sociale e familiare di molti dipendenti (mai riposi nei giorni festivi e quasi mai alla domenica), e l'inserimento di clausole vessatorie nel contratto individuale di lavoro (turni di lavoro serali o notturni) per i lavoratori a termine. Re-introduzione quindi di centinaia di posti di lavoro precari: formazione e tempo determinato con clausole capestro. E infine occupazione interna all’ente drasticamente ridotta: da 3200 a 2700 dipendenti».

Polizia locale

«E se il cittadino non avesse notato “il cambiamento che non c’e?”, ecco una bella “sviolinata blu” di lampeggianti sempre accesi sui tettucci delle 13 nuove auto della polizia locale, comprate a spese dei contribuenti (cosi? come la benzina che le muove), ma a sola disposizione degli uomini della segreteria del sindaco per la propaganda - scrive Lombardo -. Per non parlare dei poteri forti, che dovevano essere ridimensionati, a cominciare dal complesso delle partecipate, per finire con le categorie economiche: sempre li? al loro posto, allineate per riscuotere ancora vantaggi e privilegi: altro che drastiche riorganizzazioni, altro che impietose cesoie. In sintesi - conclude il segretario Diccap - prendendo a prestito le parole di Tancredi dal Gattopardo: "Se vogliamo che tutto rimanga com’e?, bisogna che tutto cambi". Contraccambiando gli auguri del primo cittadino, auspicando la rinascita di quell’amore che egli spera tutti possano riscoprire dentro se stessi».

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