Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Confartigianato: «La cantieristica minore sta affondando», appello alla città

In meno di 50 anni dei 31 cantieri attivi in centro storico ne sono sopravvissuti solo 13

La cantieristica tradizionale è sempre più in difficoltà; in nemmeno 50 anni dei 31 cantieri attivi in centro storico nel 1976, ad oggi ne sono sopravvissuti solo 13, praticamente 2 cantieri su 3 non esistono più. Ancora peggio per quello che riguarda artigiani e maestri d’ascia; dai 185 addetti del 1976 ora ce ne sono operativi soli 49. Questo, in cifre, il declino registrato dallo storico mestiere legato da sempre alla secolare storia della città. «Calato il sipario sul Salone nautico rimangono i problemi di sempre – afferma Gianni De Checchi, direttore della Confartigianato San Lio –. Da tempo chiediamo più attenzione a questo storico settore, e il nostro impegno nel salvaguardare tradizione e mestiere non basta». Problemi di spazi, burocrazia e regole assurde, difficoltà di formare e reperire mano d’opera e soprattutto mancanza di fondi ad hoc per aiutare le imprese in questo difficile momento, sono i punti caldi della questione. «Che per essere gestita e magari risolta – continua De Checchi – va analizzata punto per punto, attorno ad un tavolo istituzionale, per mettere a confronto necessità degli operatori e le risposte possibili da parte di chi politicamente governa la città».

Il problema della gestione degli spazi

Il settore è stato duramente colpito, prima dall’acqua granda e poi dal Covid. «Nel mio caso, avendo fondato da poco una nuova azienda, i contributi sono stati bassissimi a causa del basso fatturato documentabile – racconta Igor Silvestri del cantiere nautico Ba. Si. a Castello –. La cantieristica minore è la storia della città, e in questo difficile momento servono fondi e finanziamenti per aiutare le imprese. Anche e soprattutto per i continui adeguamenti normativi necessari nelle aree cantieristiche. Ci vorrebbe una sorta di “Legge speciale” a tutela delle professioni storiche e molta più attenzione, non solo sanzioni». Un problema, quello della gestione degli spazi, sottolineato anche da Maurizio Agabitini del cantiere nautico il Barcarizzo a Murano: «Purtroppo oltre al mestiere stanno sparendo anche gli spazi dove fare cantieristica, e troppo spesso un maestro d’ascia per lavorare è costretto ad adattarsi, anche nelle attività da svolgere. Sta sempre di più mancando una vera sensibilità per il nostro lavoro e per il futuro di questo tradizionale mestiere, che non si può imparare sui libri ma richiede dedizione e lavoro concreto, manuale, nei cantieri. Un tavolo sulla questione è più che auspicabile».

Appello alla città

«L’ultimo caso di spazi “rubati” alla cantieristica e che non ci saranno più è quello dell’area ex Actv di Sant’Elena. Lì invece di pensare di sviluppare una nuova zona per la cantieristica minore si faranno case – aggiunge il maestro d’ascia Giovanni Da Ponte –. E poi c’è l’infinita burocrazia, la difficoltà di coinvolgere i giovani perché mancano spazi ed opportunità. Insomma tanti argomenti sui quali discutere con la politica per salvaguardare un patrimonio culturale storico e artigiano che rischia di scomparire». Da qui l’appello del presidente della Confartigianato Andrea Bertoldini anche alla città, soprattutto «Ai privati che dispongono di aree idonee alla cantieristica e che giacciono magari abbandonate; potrebbere metterle a reddito ma soprattutto a disposizione dei nostri maestri d’ascia».

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