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Foto: presentazione dati della Cgia di Mestre sui magistrati in Veneto

Foto: presentazione dati della Cgia di Mestre sui magistrati in Veneto

Corte d'Appello e Procura: critica la mancanza di magistrati a Venezia

Sono il 4% del totale nazionale ma devono occuparsi del 7,9% della popolazione italiana, dell’8,3% delle imprese, del 9,2% degli occupati, del 13,7% dell’export e del 16,4% di presenze turistiche

Tallone d'Achille, per la Corte d’Appello di Venezia e la sua Procura generale, resta la mancanza di magistrati. L'allarme arriva dallo studio della Cgia di Mestre, presentato a palazzo Balbi mercoledì. «Una situazione preoccupante - secondo lo studio -: in Corte d’Appello il Veneto può contare solo sul 4% del totale dei magistrati in Italia, che diventa il 4,2% per quanto riguarda la Procura, ma questi devono occuparsi del 7,9% della popolazione italiana, dell’8,3% delle imprese, del 9,2% degli occupati, del 9,3% del valore aggiunto, del 13,7% dell’export, del 16,4% di presenze turistiche».

Lo studio

La Corte d’Appello di Venezia e la sua Procura generale sono ultimi in classifica, o quasi, in Italia per dotazione di magistrati rispetto agli indicatori più rilevanti che determinano il bisogno di giustizia di un territorio. Basti pensare che i giudizi pendenti a fine 2017 erano 26.964 (529 per ogni magistrato in attività contro una media nazionale di 439) e che, se anche non ne arrivasse nemmeno uno di nuovo, per smaltire il volume di pendenze occorrerebbero più di due anni e mezzo di lavoro dei 51 magistrati oggi in servizio. L’inedito spaccato di una crisi evidente, spesso evocata ma mai con il supporto di uno studio scientifico statistico, è stato presentato nella sede della giunta regionale a Venezia, dinnanzi al presidente della Regione Luca Zaia, al procuratore generale Antonio Mura, al presidente della Corte d’Appello di Venezia, Ines Marini, dal segretario della Cgia di Mestre Renato Mason. Lo studio, e qui sta la sua unicità, non si è limitato a mettere in fila i dati di organici e giudizi pendenti e sopravvenuti, ma li ha messi a confronto con le necessità di giustizia espressa dalla realtà sociale ed economica del Veneto.

Dossier al premier

«Ascoltando gli allarmi che si sono susseguiti - ha detto Zaia - ho pensato fosse necessario affrontare la questione con la sistematicità e la scientificità di uno studio organico. Con la Cgia abbiamo un dossier praticamente unico in Italia, che invierò al premier, al ministro di Grazia e Giustizia, al governo, al Parlamento e a tutti gli stakeholders perché, da basi solide come questa, si possa avviare un cammino di riequilibrio della situazione, che non è più sostenibile. Non stiamo facendo ‘lamentopoli’ – ha aggiunto il governatore – ma siamo molto preoccupati, perché la richiesta di giustizia che viene dalla società civile è alta, e non può prescindere dai mezzi messi a disposizione per dare risposte».

I dati

Dallo studio della Cgia emerge, ad esempio, che l’aumento dei giudizi sopravvenuti in Veneto tra il 2015 e il 2017 è stato del 28,3% rispetto alla media nazionale del 15,2%; che la Corte d’Appello di Venezia è ultima in Italia nel rapporto tra numero di magistrati e abitanti (1,1 magistrato ogni 100 mila abitanti contro una media nazionale del 2,1); penultima nel rapporto tra dipendenti amministrativi e cittadini (i 113 addetti sono 2,4 ogni 100 mila contro il 4,9 nazionale); ultima per quanto riguarda i magistrati della Procura generale (che sono 11 pari allo 0,2 per centomila abitanti, metà della media nazionale); penultima per i casi sopravvenuti (214 per ognuno dei 51 magistrati contro una media nazionale di 190).
 

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