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Personale sanitario, Fp Cgil: «Tutelare chi accetta di lavorare nella città storica»

Il sindacato: «Servono risorse dalla Regione per aiutare chi decide di prestare servizio a Venezia. Alloggi, trasporto, parcheggi dedicati gratuiti e incentivi economici»

«Servono risorse per tutelare il personale sanitario che accetta di lavorare nella città storica. Se non si interviene rapidamente si dovranno chiudere servizi». Dopo la verificata efficacia del Mose nei giorni di marea record, martedì e mercoledì, sindacato Fp Cgil di Venezia lancia una provocazione. «Abbiamo tirato un sospiro di sollievo, il sistema ha salvato la città da un'altra devastazione ma nessun Mose potrà mai evitare che, per chi sull'acqua lavora, giornate come quelle passate diventino difficili e pericolose. Un post Facebook di una lavoratrice del Suem di Venezia che mostra un'idroambulanza in lotta tra le onde ha suscitato la condivisa ammirazione per i piloti, gli infermieri, gli operatori sanitari che in quelle condizioni hanno operato con encomiabile spirito di servizio - commenta Cristiano Zanetti della Funzione Pubblica Cgil - Sappiamo che al presidente del Veneto Luca Zaia sono arrivate quelle immagini e che ha espresso ringraziamento ed elogio per il coraggio e le eccellenti capacità operative del personale del Suem di Venezia. E noi ci uniamo al presidente nell’esprimere il nostro ringraziamento».

Il sindacato chiede un tavolo di confronto tra Regione, Comune di Venezia, Comune di Chioggia, Actv, Arriva Veneto e Uls 3 per parlare di risorse. «Da stanziare - afferma Zanetti - per affrontare le specificità della città d’acqua e decidere come intervenire per proteggere, aiutare e riconoscere le difficoltà a chi decide o accetta di lavorare nelle strutture sanitarie di Venezia». Fp Cgil parla di alloggi, mezzi di trasporto, parcheggi dedicati gratuiti e incentivi economici. «La difficoltà di reclutamento di personale sanitario per Venezia centro storico è tale che se non si interviene rapidamente, nel giro di pochi anni, si dovranno chiudere servizi, altro che implementazione grazie alle risorse del Pnrr. Senza personale al massimo si potranno costruire strutture destinate a rimanere vuote e qualcuno lo dovrà spiegare assumendosene la responsabilità», conclude il sindacalista.

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