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Giovedì, 29 Settembre 2022
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Carlin (Ucoi) lancia l'idea di un film a Venezia sulla figura del console onorario

«Il cinema ha avuto un ruolo centrale nell’avvicinare l’Italia al resto del mondo», dice il vicepresidente dell'unione dei consoli, presente alla chiusura della Mostra del Lido

Il cinema come elemento di unione tra popoli e culture. Presente alla cerimonia di chiusura del festival di Venezia, il vicepresidente di Ucoi (unione dei consoli onorari), Mattia Carlin, ha ricordato «il ruolo centrale del cinema internazionale nell'avvicinare l'Italia al resto del mondo»: un processo fatto di «storie, immagini, volti e paesaggi» che, «raccontati con la forza inimitabile racchiusa nella pellicola, hanno segnato un profondo rapporto culturale e di amicizia nell'ambito delle nostre società internazionali». In questo contesto, la Mostra del Lido «favorisce la conoscenza e la diffusione del cinema in tutte le sue forme di arte, di spettacolo e di industria, in uno spirito di libertà e di dialogo».

Carlin ricorda come «la passione e il talento italiani hanno affascinato Hollywood nel corso degli anni», tanto che l'Academy «si è mostrata particolarmente ricettiva nei confronti del nostro cinema, facendo dell’Italia il primo paese per numero di Oscar come miglior film straniero. A sua volta, la società italiana è stata profondamente influenzata da film e attori di tutto il mondo, molti dei quali celebrati con entusiasmo sul tappeto rosso del più antico festival cinematografico del mondo, la Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia».

A Venezia con l'attrice Antonella Salvucci, Carlin ha pure lanciato l’idea di dedicare un altro film alla figura del console onorario: «In qualità di vicepresidente dell’Ucoi - ha detto - ho pensato all'importanza del cinema per aver fatto incuriosire il pubblico internazionale verso la figura del console onorario con il film, appunto, "Il Console onorario" (The Honorary Consul), del 1983, diretto da John Mackenzie, con l'attore Richard Gere, tratto dal romanzo omonimo di Graham Greene. Forse oggi più che mai sarebbe bello riproporre un nuovo film sul tema, con una sceneggiatura magari ambientata a Venezia. La sceneggiatura potrebbe essere già in qualche cassetto, ma certamente non chiuso a chiave», conclude Carlin.

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