Case di riposo, sindacati: «Nell'ordinanza regionale non una riga sulla riforma»

Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil: «Le residenze per anziani non sono più adeguate alle esigenze sanitarie. La salute degli ospiti non può essere lasciata nelle mani del mercato»

Rsa, archivio

Erano già compatte prima del Covid le sigle sindacali confederali dei pensionati in tema di riforma regionale delle case di riposo e residenze per anziani (rsa). Ora, scrivono Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil: «Gli 810 anziani morti per coronavirus testimoniano le falle del sistema veneto» e chiedono la riconvocazione immediata del tavolo regionale, con l’istituzione di osservatori provinciali.

L'ordinanza

Il governatore della Regione Luca Zaia ha emanato oggi, lunedì 22 giugno, l'ordinanza per la frequentazione delle rsa da parte dei visitatori esterni. Cautela in caso di nuovi arrivi: è prevista una quarantena di 14 giorni. E il tampone all'ingresso. Con il lockdown, e l'aumento di contagi e vittime nel pieno dell'emergenza, in queste strutture sono entrate le Ulss di competenza per territorio. Normalmente la Sanità pubblica non ha un ruolo sistematico al loro interno, salvo quando le case di riposo per necessità si rivolgono al medico di base.

La riforma

Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil più volte, anche attraverso presidi e mobilitazioni, hanno chiesto alla Regione un ruolo di rilancio degli Istituti pubblici di assistenza (Ipab), accanto a quelli privati in cui le rette per molte famiglie rimangono inaccessibili. La Regione ha svolto e svolge un ruolo di bilanciamento principalmente dall'esterno, andando incontro ai bisogni dei territori, assieme ai Comuni, nel finanziare in parte questa spesa per l'assistenza.

Sanità pubblica

«Nella nostra regione sono morte a causa dell’epidemia quasi 2 mila persone - commentano i segretari veneti Elena Di Gregorio (Spi Cgil), Vanna Giantin (Fnp Cisl) e Fabio Osti (Uilp Uil) - 810 erano ospiti delle residenze per anziani. Come diciamo da tempo tali strutture vanno riformate anche in considerazione del fatto che gli ospiti hanno una età media superiore agli 85 anni, e la maggior parte di loro non è autosufficiente. Va ripensata tutta la filiera della cura degli anziani. Chiediamo che nella riforma delle rsa queste rientrino nel piano di riorganizzazione della sanità pubblica».

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La commissione d'inchiesta

«La Regione ha emanato le linee guida che riguardano l’accesso di nuovi ospiti e dei familiari all’interno delle strutture «ma, - aggiungono Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil - chi controllerà come verranno applicate nelle residenze? Non c’è alcun accenno a come deve essere fatta la riorganizzazione - nell'ordinanza -. Non si parla di riforma di quelle pubbliche e dei controlli di quelle private». E sul fronte degli accertamenti le sigle approvano l’istituzione della commissione d’inchiesta per fare luce su quanto accaduto. La salute degli ospiti non può essere lasciata nelle mani del mercato: il dramma di questi mesi non deve ripetersi mai più».  

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