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Monastero e chiesa di San Nicolò

Monastero e chiesa di San Nicolò

Monastero di San Nicolò e caserma Pepe al Lido, la valorizzazione divide

Il progetto sarà presentato mercoledì. Parte del compendio è sede del Global campus of human rights, in scadenza nel 2023 ma in attesa di rinnovo per altri 9 anni. Il destino potrebbe essere un altro. Terra e Acqua accede agli atti e invia un'interrogazione

Il progetto verrà discusso mercoledì 7 aprile in settima commissione consiliare alle 14.30. Per l'occasione è prevista l'audizione dell'associazione Fispmed onlus (Federazione internazionale per lo sviluppo sostenibile e la lotta contro la povertà nel Mediterraneo-Mar Nero) che si è impegnata a valorizzare e riqualificare il monastero di San Nicolò al Lido, adiacente la caserma Pepe. Il primo è di proprietà del Comune, la seconda è del Demanio. 

Due parti del compendio

«Un processo partito nel lontano 2017 - dice un post della pagina Facebook "Restauriamo la ex Caserma Pepe" collegata all'associazione - rispondendo a un avviso pubblico del Comune di Venezia, che ha l'obbiettivo di consentire la conservazione dell'ex convento di San Nicolò del Lido e dell'ex caserma Pepe trascurati, sottoutilizzati e abbandonati da tempo». In una nota del gruppo consiliare Terra e Acqua di Marco Gasparinetti, il consigliere (che ha spiegato di aver fatto un accesso agli atti) sottolinea due aspetti. «Il programma che verrà illustrato in commissione parla di “valorizzazione di un complesso monumentale in stato di abbandono e sottoutilizzato, denominato “Cittadella Nicolaiana”. La forzatura consiste nel confondere una parte con il tutto, dando ad intendere che l’intero complesso si trovi in stato di abbandono e sottoutilizzato mentre la parte di proprietà comunale non lo è. Se di stato di abbandono (dal 1999) si può parlare per l’ex caserma Pepe (proprietà demaniale) l’ex monastero è lontano anni luce dalla descrizione che ne viene fatta, ed è attualmente sede del Global Campus of Human Rights in base a una convenzione di nove anni, stipulata nel giugno del 2014 e che scadrà quindi nel 2023, rinnovabile per altri nove. Questa forzatura va chiarita prima di parlare delle destinazioni d’uso del bene di proprietà comunale».

Terra e Acqua scrive: «Nell’interesse di tutte le parti coinvolte (Comune, Demanio, Fispmed e investitori ad essa collegati) ci sembra essenziale dissipare il sospetto, sicuramente infondato, che fra gli obiettivi della complessa operazione ci sia anche l’allontanamento o la chiusura di un centro di eccellenza sui diritti umani (il Global Campus of Human Rights), dove in questi anni si sono alternati piu? di 3.000 studenti di ogni nazionalita?, e che per conseguirlo si voglia magari ricorrere a capitali cinesi. Se si tratta di semplice ”danno collaterale” metteremo a confronto pregi e difetti di tutti i soggetti in campo».

Associazione delle piccole e medie aziende cinesi

In una lettera inviata alle associazioni Casme (Associazione nazionale delle piccole e medie aziende cinesi) e Fispmed, due realtà che collaborano allo sviluppo di progetti culturali e sociali a Venezia, il vice capo gabinetto del sindaco di Venezia Derek Donadini scrive il 18 giugno 2020: «Ho letto con piacere la Vostra proposta di creare un centro che possa attirare a Venezia seri imprenditori desiderosi di contribuire allo sviluppo della nostra città tramite investimenti economici concreti. Il Comune di Venezia, come saprete, intende salvaguardare i beni storico artistici di San Nicolò del Lido, dell'ex monastero e dell'ex caserma Pepe e la realizzazione del centro da Voi proposto potrebbe essere utile alla loro valorizzazione. Il prima possibile approfondirò il Vostro progetto. Valuteremo, quindi, quali passaggi amministrativi è necessario porre in essere per formalizzare la collaborazione tra la Vostra associazione e il Comune di Venezia. Con la speranza di riuscire a realizzare un rapporto proficuo e fiduciario per entrambi». Del progetto non ci sarebbe carta ufficiale, e la stessa valorizzazione da parte di Casme e Fispmed può esserci solo se lo stabile diventa oggetto di federalismo demaniale e passa dallo Stato al Comune (dopo l'approvazione in Consiglio comunale).

Hub culturale della via della Seta

«Nella corrispondenza con il gabinetto del sindaco - commenta Gasparinetti - emerge la determinazione a ottenere in concessione sia la caserma Pepe sia l’ex monastero, presentati come un unicum indissociabile. Tanto che la delibera di giunta comunale del 20 luglio 2020 ha approvato gli indirizzi per la messa in disponibilità del compendio ex caserma Pepe all’associazione Fispmed onlus, “affinché la stessa possa proseguire le attività di analisi e studi ancora necessarie per la predisposizione del piano economico finanziario collegato al programma di valorizzazione". Benché provvisorio - dice - questo programma è stato presentato dall’amministrazione comunale alla Agenzia del Demanio». L’investimento complessivo dichiarato è di 50 milioni di euro (senza mai identificare le fonti di finanziamento). «Il 24 giugno 2020, la rivista online L’Aquilablog annuncia il ruolo di general contractor riconosciuto (su beni demaniali e comunali) all’imprenditore e "consigliere aquilano della Fispmed-onlus" Eliseo Iannini, a commento della giornata conclusiva dei lavori per la firma del memorandum “Casa delle Piccole Medie Imprese Italo-Cinese”, che riconosce a Venezia il ruolo di hub culturale della via della Seta».

Global campus of human rights

Quello che rimarrebbe marginale sembra il ruolo del Global campus of human rights. Un'associazione internazionale composta da 100 università di tutto il mondo, fondata al Lido nel 2002 con il sostegno dell'Ue, con l'obbiettivo di sviluppare ricerche in tema di diritti umani e ospitata dal Comune di Venezia in virtù della convenzione del 2014 (fino al 2023 e rinnovabile di ulteriori 9 anni) al monastero di San Nicolò. Nel maggio 2019  Global campus aveva scritto: «Qusto accordo viene messo in discussione dalle informazioni divulgate online dalla Fispmed di Roberto Russo che indicano il monastero di San Nicolò quale parte dell'immobile dell'ex caserma Pepe e lo includono nel progetto di riqualificazione. Fispmed, che ha di recente vinto un bando di gara del Demanio per la concessione temporanea di parte dell'ex caserma, diffonde notizie sul monastero di San Nicolò prive di base legale che possono generare confusione nell'opinione pubblica. Il Global campus ha provveduto, mediante lettera dell'avvocato, a chiederne la rimozione integrale. Ha anche chiesto al Comune di intervenire affinché Fispmed provveda a rettificare la propria comunicazione. In tutti questi anni le attività del Global campus hanno permesso a 3500 studenti di tutto il mondo di diplomarsi e ad oltre 2000 professionisti di perfezionare la propria conoscenza di diritti e democrazia». «Siamo certi - ha ribadito il campus in un comunicato a Pasquetta - che il nostro partner, il Comune di Venezia, garantirà lo svolgimento delle nostre attività presso la sede del monastero di San Nicolò e continuerà a sostenerci come ha sempre fatto fino ad oggi».

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Gli usi

Gli usi proposti per la caserma Pepe (proprietà demaniale) sarebbero: un centro universitario, definito campus, completo di tutti servizi compresi quelli accessori tra cui mensa e dormitorio, palestra, centro medico e benessere per la salute e la prevenzione delle malattie metaboliche. Il centro sportivo coperto, la start-up academy legata alla formazione di nuove imprese nei settori legati alle attività della Schola internazionale di ospitalità, le residenze d’artista e i laboratori. Per l’ex monastero di San Nicolò (proprietà comunale): la Schola internazionale di ospitalità di livello universitario che formerà giovani provenienti dall’Italia, Europa, Stati Uniti e Asia; l'area museale multimediale, il ristorante didattico della tradizione mediterranea e Khosher, l’antico orto dei Benedettini, l'area della trasformazione dei prodotti connessa alle aree agricole che il programma prevede di acquisire alle Vignole e Sant’Erasmo. Dal Comune si fa sapere che i colloqui informali circa i progetti sostenibili in loco si sono bloccati con la pandemia e che i soggetti titolari di convenzioni non possono essere mandati via. Nulla è stato deciso, si garantisce, il settore pubblico per decidere deve avere evidenze pubbliche e bandi. Un’interrogazione «per conoscere le intenzioni del Comune su San Nicolò e la caserma Pepe» è stata depositata anche dal consigliere comunale Giovanni Andrea Martini del gruppo consiliare "Tutta la città insieme".

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