Casinò: lo sciopero avanza le trattative no. Nuovo tavolo sindacati-Comune il 13

Più di 490 a braccia incrociate per il contratto aziendale. Pd: «Non c’è piano industriale, né prospettiva di una nuova sede». Zuin: «Con noi neppure un posto di lavoro perduto»

Ca' Noghera, archivio

Più di 490 dipendenti del Casinò di Venezia sono in sciopero, nell'ultima ora e mezza del turno di lavoro, da una settimana. Le trattative fra sigle sindacali Slc Cgil, Fisascat Cisl, Uilcom Uil, Cisal Snalc, Rlc e Ugl terziario, che oggi intendono andare assieme, e la casa da gioco, non avanzano sul contratto aziendale. Nuovo tavolo il 13 giugno per sciogliere i nodi relativi alla formazione e allo scenario futuro in caso di soccombenza aziendale sulle cause intentate per la disdetta contrattuale.

La politica

«Siamo fortemente preoccupati per la situazione che stanno vivendo i dipendenti e le famiglie del Casinò di Venezia  - scrive il Pd -. Non c’è piano industriale, non c’è prospettiva di una nuova sede, il restyling di Cà Noghera di 4 milioni di euro è un investimento sbagliato, dato che la sede é solo provvisoria. Chiediamo - continuano - che il sindaco si pronunci in prima persona su questa questione».

La formazione

Non si lamentano di certo della situazione finanziaria, i sindacati, florida a Venezia, se paragonata al baratro in cui è finito il casinò di Campione. Ma il rapporto di lavoro gestito ancora unilateralmente, spiegano «indebolisce, anziché rafforzare, le condizioni della casa da gioco lagunare». Quindi non c'è accordo neppure sulla formazione. «L'azienda intende gestirla recuperando il tempo necessario dall'orario di lavoro. Dicono che siccome c'è un orario tabellare che non sempre viene rispettato, allora si possono recuperare così i tempi, formando un monte ore da gestire allo scopo. Ma non può funzionare così, anche perché dovremmo imporre ai lavoratori di recuperare quelle ore in altri momenti. La nostra posizione - continuano - è che l’azienda preveda un aumento di un'ora, dell'orario di lavoro, da gestire per la formazione, con relativo aumento del minimo tabellare».

La bolla sindacale

L'altro nodo riguarda l'esito delle future cause che sono state intentate dai dipendenti e che riguardano la disdetta del contratto precedente. «Alcuni lavoratori - spiegano i sindacati - sostengono che ci sono articolati, cioè parti del compenso, che rientravano nel patrimonio individuale. Ma le sentenze, che sono state pronunciate successivamente, hanno dato torto ai dipendenti su questo. Anzi, l'azienda è tornata alla carica chiedendo una specie di bolla aziendale, cioè un accordo in virtù del quale, se l'azienda dovesse trovarsi in difficoltà, tutte le parti dovrebbero contribuire alla sua salvezza. Come? Attraverso i premi». E qui la trattativa si sospende. Dicono i sindacalisti: «abbiamo formulato una ipotesi di trattativa al termine dei 15 giorni per discutere l'eventualità di uno squilibrio economico e finanziario dell'azienda se dovesse soccombere nelle cause intentate. Non ci può essere una bolla, anche se è vero che l’accordo tutela anche i dipendenti. Speriamo, il 13 giugno, al nuovo incontro con l'assessore Zuin, di trovare la quadra. Al momento, al di là della disponibilità proclamata dal Comune, capiamo che l'assessore tira il freno a mano. Scriveremo una nuova proposta sul comma 7 dell'articolo uno della disdetta del contratto, e riformuleremo le nostre richieste riguardo all'importanza della formazione nella gestione della casa da gioco».

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Posti di lavoro

«Nella nostra gestione non abbiamo perso neppure un posto di lavoro, mentre altri casinò chiudono - afferma l'assessore al Bilancio Michele Zuin -. La situazione ereditata dalla precedente amministrazione la conosciamo: l'affossamento del Casinò. Quanto all'ora di formazione, ho proposto io stesso il recupero di un monte ore a partire dai momenti in cui l'azienda ha un orario più flessibile. Non vedo perché non utilizzare quei tempi di inattività. Più di così non riuscirei a dare oltre a quanto abbiamo già investito: la formazione costa mezzo milione di euro ed era stata già definita la proposta economica, solo che poi i sindacati aggiungono sempre qualcosa altro. Sul sistema premiale - dice infine Zuin - abbiamo chiesto una ricontrattazione, per garantire stabilità economica all'azienda. Se un domani il casinò perde la causa, altrimenti, devo aggiungere quello che era previsto dal vecchio contratto aziendale di lavoro, al nuovo. Quindi devo pagare un doppio premio».

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