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Appello per la libertà di espressione, continuano le adesioni

A quella di altri consiglieri comunali colleghi di Gasparinetti si sono aggiunte le manifestazioni di solidarietà di Cecilia Tonon e Giovanni Andrea Martini

Prima la citazione in giudizio del consigliere comunale Marco Gasparinetti da parte della società Alilaguna, che considera lesive le sue espressioni, e poi la partenza di un doppio canale di solidarietà: uno per sottoscrivere un appello per la libertà di espressione e l'altro per una raccolta fondi a supporto delle spese giudiziarie. La vicinanza al consigliere, cui Alilaguna ha chiesto un risarcimento di 150 mila euro, è arrivata dai colleghi, da esponenti politici, del mondo sindacale, da quello della cultura e da parte della società civile. Dopo i consiglieri comunali Sara Visman (M5S) e Gianfranco Bettin (Verde Progressista), si sono aggiunti alle sottoscrizioni altri due colleghi: Cecilia Tonon (Venezia è tua) e Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme!).

«Sostengo la libertà di espressione e il diritto di replica - commenta Tonon - L'esercizio del diritto di critica, tanto più su fatti di interesse pubblico è fondamentale e deve essere libero. Non può essere imbavagliato, minacciato, non può subire intimidazioni né ritorsioni. Perché non è stato esercitato il diritto di replica prima di intraprendere azioni che possono, agli occhi dei più, assumere un intento intimidatorio? Ma non è troppo tardi. Un'idea vincente potrebbe essere un incontro pubblico sui temi sollevati dal Gruppo 25Aprile nel gioco a carte satirico “Scarseando”, nel dossier dell'ottobre 2021 e nella sua versione breve “incriminata” - dice la consigliera - Si offrirebbe così una seconda chance per il diritto di replica e la questione potrebbe essere chiusa in modo proficuo anche per i cittadini, che potrebbero così sentire le due campane. Soprattutto, potrebbe opportunamente essere ritirata la citazione in giudizio con relativa richiesta di risarcimento di 150.000 euro, che non fa onore a chi l'ha avanzata».

«Come si può non sottoscrivere un appello alla libertà di espressione? - Afferma Martini - Io non so in cosa consista nel dettaglio l’accusa mossa a Marco Gasparinetti, ma una seria battaglia in città per la libertà di espressione in tutti i suoi aspetti, va fatta. E parlo da consigliere, oltre che da cittadino. E per esperienza personale. E per averlo più volte dichiarato. Mi viene un po' da sorridere, perché non riesco a contare le occasioni in cui mi è stata tolta la parola, o mi è stato impedito di continuare a esporre in sedute di commissione, di Consiglio, di conferenze dei capigruppo. Forse non se ne rendono conto, ma ad ogni spegnimento di microfono mi consegnano una forza maggiore per l’intervento successivo e si autocondannano a un'opposizione ancora più motivata e convinta. L'allarme l’avevamo lanciato sette anni fa in Municipalità quando ci sono state tolte le deleghe e si è colpito uno dei luoghi di democrazia e di prossimità più importanti. Insomma l’invito forte a firmare l’appello si unisce all’invito a vigilare sulle modalità di limitare la libera espressione, che sono tante e che, quotidianamente e senza paura, vanno denunciate e combattute».

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