Liberazione, celebrazioni diffuse a Venezia: "Ricordiamo ai giovani il valore di questo giorno"

Alle 9.30 il tradizionale alzabandiera e gli onori resi dal Picchetto Militare. Alle 11 si bissa in piazza Ferretto a Mestre. Appuntamenti diffusi su tutto il territorio comunale

La celebrazione dell'alzabandiera e gli onori resi dal Picchetto Militare Interforze hanno dato il via mercoledì, come di consueto, alla giornata di celebrazioni per la Festa della Liberazione a Venezia, che si concluderà, da tradizione, con l'ammainabandiera. Si è cominciato in Piazza San Marco a Venezia, alla presenza del primo cittadino lagunare Luigi Brugnaro, della presidente del consiglio comunale Ermelinda Damiano, del prefetto Carlo Boffi e dei rappresentanti delle forze dell'ordine veneziane.

L'alzabandiera in piazza San Marco

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La giornata di appuntamenti istituzionali continua alle 10.30 a Mestre in municipio, con la deposizione delle corone d'allora ai piedi delle statue ai caduti e alle 11 in Piazza Ferretto, con alzabandiera, onori resi dal Picchetto Militare e deposizione dell'alloro alla lapide alla Resistenza. Celebrazioni diffuse poi in tutto il territorio comunale: in centro storico, a Lido, Favaro Veneto, Tessera, Marghera, Campalto, Zelarino, Dese, Malcontenta, Ca' Sabbioni, Chirignago, Gazzera.

Festa della Liberazione: programma ufficiale delle celebrazioni

"Se l’Italia è come la conosciamo, è grazie a quel grande faro chiamato 'Libertà' che è stato difeso da tanti giovani italiani morti per un ideale da difendere anche a costo della vita stessa. Per questo, soprattutto noi che oggi siamo qui, dobbiamo impegnarci per fare in modo di ricordare alle nuove generazioni il valore di questa giornata". Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha celebrato con queste parole, mercoledì mattina, a Venezia, il 73° anniversario del 25 aprile. Un anniversario che è stato ricordato in tutto il territorio comunale con una serie di manifestazioni. "Il 25 aprile - ha osservato ancora il sindaco - è la festa della Libertà di tutti. Una libertà che deve trovare il proprio alveo entro un perimetro di legalità e giustizia. Una festa di speranza ancor più per i giovani che devono trovare la forza e l'esempio per battersi per un mondo migliore, fatto di lavoro, di opportunità e di sicurezza".

Celebrazioni in terraferma

Hanno avuto come è tradizione il loro momento più rappresentativo in piazza Ferretto, a Mestre, le celebrazioni per la ricorrenza del 25 aprile nella Terraferma. Dopo l'omaggio della vicesindaco, Luciana Colle, a nome della città, alle lapidi ai Caduti delle guerre poste all'esterno del Municipio di via Palazzo, le manifestazioni, in una piazza gremita di cittadini, si sono aperte, davanti ai labari delle associazioni combattentistiche e d'Arma, con la cerimonia dell'alzabandiera. A seguire l'omaggio alla lapide ai Caduti della Resistenza, da parte del vicesindaco e del viceprefetto, e quindi i discorsi celebrativi.

"Dovere di celebrare questa ricorrenza"

"A 73 anni di distanza - ha sottolineato Colle - sentiamo più che mai il dovere di celebrare questa ricorrenza, per far sì che la sua memoria non solo resti viva in noi, ma sia da esempio e guida per le future generazioni. Celebrare oggi il 25 aprile significa riappropriarci del passato, guardando però al futuro, con lo stesso spirito che ha animato i padri della nostra Costituzione, che hanno posto al centro di essa, i diritti, e i doveri, di ognuno, in quanto persona e cittadino. E' bello e significativo che nel 70° anniversario della sua entrata in vigore la nostra città sia stata tra le prescelte per ospitare la mostra itinerante 'Il viaggio della Costituzione' aperta sino al 2 maggio al chiostro dell'M9, e che invito tutti a visitare".

A Marghera

In un piazzale del municipio affollato, e contornato dalle bancarelle del "mercatino della solidarietà" promosso dalle associazioni di volontariato del territorio, Marghera ha celebrato il 25 aprile. Aldo Bastasi dell’Anpi, Enrico Gavagnin per l’amministrazione comunale e il presidente Gianfranco Bettin per la Municipalità, insieme al vice presidente Polesel e a numerosi consiglieri, sono intervenuti, dopo la deposizione di una corona d’alloro alla lapide sul municipio, accompagnati dal coro degli alunni e delle alunne della scuola “Grimani” diretto da Rossella Zohar, che ha cantato dall’Inno di Mameli a “Bella ciao”.

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"Ricordare gli errori per non ripeterli"

Bastasi ha ricordato i valori che, sviluppati nella lotta partigiana, si sono poi cementati del nostro dettato costituzionale, Gavagnin ha ricordato, attraverso memorie di famiglia, il contributo fondamentale della gente comune, del popolo, alla Liberazione, mentre Bettin ha riassunto la specificità del movimento partigiano e dell’insurrezione a Venezia e nella terraferma e il contributo degli operai antifascisti di Porto Marghera: "Ma - ha aggiunto - vanno anche ricordati, per non ripeterli, gli errori, gli indugi, le ambiguità, le divisioni della classe dirigente che, prima della vittoria del fascismo, permisero, come più tardi in Germania, l’avvento della dittatura, presentatasi come risposta ai drammatici problemi del tempo: una chiara lezione per i nostri giorni". Presenti anche le associazioni combattentistiche e d’arma e le rappresentanze dei carabinieri e della polizia locale.

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