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Celebrata la Virgo Fidelis, santa patrona dell'Arma dei carabinieri

La ricorrenza, fissata lo stesso giorno della Festa della Madonna della Salute, è stata celebrata ieri

Martedì mattinata i carabinieri del Comando provinciale di Venezia hanno celebrato la “Virgo Fidelis”, protettrice dell’Arma, ricorrenza fissata il 21 novembre, giorno in cui cade la festa patronale in occasione della Madonna della Salute. La cerimonia è stata anche l'occasione di commemorare l’anniversario della Battaglia di Culqualber, per la quale alla bandiera dell’Arma fu tributata la seconda medaglia d’oro al valor militare.

Al contempo, è stata celebrata anche la “Giornata dell’Orfano”, ricordando che gli orfani sono assistiti dall'opera nazionale assistenza per gli orfani dei militari dell’Arma dei Carabinieri, istituzione che dal 1948, grazie alle contribuzioni periodiche dei carabinieri in servizio e in congedo e alle donazioni ricevute, sostiene negli studi gli orfani dei carabinieri e li conduce sino alla laurea specialistica, con borse di studio e premi di profitto per i più diligenti. La santa messa è stata officiata da don Roberto Donadoni, parroco di San Zaccaria, il quale ha letto anche una lettera scritta dal patriarca Francesco Moraglia, alla presenza delle massime autorità provinciali, dei carabinieri del comando provinciale di Venezia e degli appartenenti all'associazione nazionale carabinieri.

Il comandante provinciale Nicola Conforti, durante il suo intervento, ha evidenziato «l’intendimento dei carabinieri del Comando provinciale di Venezia di rinnovare la fedeltà al giuramento prestato, consapevoli che portare l’uniforme significa assolvere a una missione, nel solco della nostra storia ormai ultra bicentenaria e delle nostre fulgide tradizioni».

L’ufficiale si è poi soffermato ad analizzare le sfide della società contemporanea. «In un oggi caratterizzato da cambiamenti repentini e sfide continue e inimmaginabili fino a qualche anno fa, - ha detto - in un oggi dove il metaverso sembra soppiantare la realtà come l’abbiamo sinora conosciuta, in un oggi dove i selfie sono diventati la massima espressione del narcisismo egoista dell'io, e dove il futuro non è più percepito come speranza bensì come minaccia, penso proprio che sia ancora più necessario ricorrere allo sguardo confortatrice della Nostra Patrona e prendere a modello proprio i martiri di Culqualber, i quali ci testimoniano concretamente quanto sia grande il patrimonio di efficienza e abnegazione tramandato da tutti i  carabinieri caduti, i quali, in pace e in guerra, in Italia e all’estero, hanno saputo tener fede al giuramento prestato fino all’estremo sacrificio».

Celebrazioni a San Donà di Piave

Nella serata di martedì, anche i carabinieri della compagnia di San Donà di Piave hanno celebrato la “Virgo Fidelis”. La ricorrenza è stata officiata da don Fabio, alla presenza del sindaco Andrea Cereser, dei carabinieri del Comando sandonatese e delle sue stazioni nonché dei soci, simpatizzanti e benemerite delle varie sezioni del territorio dell'associazione nazionale carabinieri, con una messa nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe Lavoratore.

Il comandante della compagnia Daniele Brasi, durante il suo intervento, ha ricordato che le ricorrenze «richiamano valori insiti nell’Arma ovvero il senso religioso dell’offerta di sé per il bene comune, la tenacia nell’eseguire il proprio dovere unita all’onore militare, la solidarietà e la vicinanza verso chi soffre». Brasi ha quindi ricordato ai propri carabinieri la necessità di «non dover solo svolgere il lavoro del carabiniere ma essere carabiniere. Nel mondo di oggi, del relativismo anche etico, ricade su ognuno di noi l’onore e l’onere di rappresentare i valori istituzionali in una società a volte caratterizzata da crisi d’identità e di memoria».

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