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Centri estivi

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Centri estivi, educatrici in isolamento precauzionale. Comune: «Abbiamo seguito le regole»

Giordano e Ragno: «Personale umiliato e non tutelato». Romor: «L’organizzazione per gruppi stabili di bambini è quella prevista dalle linee guida del ministero»

Sindacati e Comune a confronto a 15 giorni dall'apertura dei centri estivi giovedì. Alcune educatrici e ausiliarie sono state poste in isolamento fiduciario precauzionale. «Ci sono stati casi che hanno riguardato gli asili nido Millecolori, Trilli, Colibrì, San Provolo, Delfino e Arcobaleno e che, ad eccezione di uno di cui ancora si aspetta l’esito, sono fortunatamente negativi - dichiarano Daniele Giordano Fp Cgil e Mario Ragno Uil Fpl - l'amministrazione ci ha fornito questi dati solo dopo la nostra sollecitazione e con molti giorni di ritardo. Tutte queste informazioni non sono mai state trasmesse ai rappresentanti per la sicurezza - dicono - L'amministrazione dovrebbe chiedere all’Ulss di sottoporre il personale a test, in particolare quello che resta in servizio, per tutelare bambini e famiglie».

Le azioni

Per l'assessore Paolo Romor l’organizzazione, per gruppi stabili di bambini, è esattamente quella prevista dalle linee guida del ministero. «In sporadici casi qualche pediatra ha posto un bambino in isolamento per precauzione: a quel punto tutto il gruppetto viene lasciato a casa in attesa del risultato (che è sempre stato negativo ed è arrivato in 2/3 giorni) e per le maestre vale altrettanto e non vengono più in contatto con alcun bambino. Se alcuni sindacalisti-virologi ritengono che queste linee guida ministeriali non vadano più bene, possono proporre dei cambiamenti; intanto noi le rispettiamo alla lettera». L'assessore Romor infine aggiunge, contro i sindacati che hanno contestato la «scarsa» tempistica di 30 minuti per la vestizione del personale e la disinfezione dei giochi in questa nuova condizione, «per il cambio abiti mi pare sia stato riconosciuto un tempo più che congruo, poi se queste due sigle sindacali intendono procedere con una causa tipo quella sui buoni pasto per i dependenti in smartworking, non potremo, come amministrazione, che difendere il principio per cui i soldi pubblici vanno spesi in maniera motivata e seria».

«Avevamo ragione - ribadiscono Giordano e Ragno - quando abbiamo chiesto una nuova contrattazione su questi centri estivi che in una fase di emergenza non dovevano essere trattati alla stregua degli anni precedenti. È per noi inaccettabile che le educatrici non solo non siano adeguatamente tutelate da questa amministrazione, ma anche che vengano penalizzate per essere poste in isolamento fiduciario dalla stessa amministrazione. Valuteremo le azioni legali e ci appelliamo alle famiglie affinché si facciano sentire con forza», concludono.

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