Riapertura dei centri estivi, anche per la Uil non ci sono le condizioni

Il segretario Fpl Ragno: «Nessuna reale socialità per i piccoli. Il personale può essere impiegato solo su base volontaria. Doveroso confrontarci». Cgil: «Rispettare il progetto educativo: scuole non parcheggi»

Centri estivi, archivio

Servizi educativi 0-6: dopo la Funzione Pubblica Cgil anche Uil Fpl, con il segretario provinciale Mario Ragno, interviene sulla loro ripresa. I centri estivi, come annunciato dal governatore del Veneto Luca Zaia oggi, sabato 23 maggio, riaprono i battenti dal primo giugno, per la fascia da 0 a 17 anni. La prossima settimana invece ripartono parchi divertimenti e zoo. «Capisco che c’è la preoccupazione per le famiglie che devono andare a lavorare, capisco le spinte di tutto quel mondo della scuola privata e di chi ci lavora dentro, che ha paura di ritrovarsi a casa per sempre, ma faccio fatica a capire che, anche questa volta, dei bambini e del personale che ci ruota attorno non frega nulla a nessuno», afferma Ragno.

La socialità dei piccoli

Le indicazioni guida della Regione Veneto, sul lato pratico, non sono, per il sindacalista «fattibili e sicure - basta mettersi - nei panni di un bimbo, abituato ad arrivare all’asilo con la sua mamma, trovarsi all’accettazione con tanti altri bimbi come lui, con l’ausiliaria o la maestra festose che lo accompagnano a manina o in braccio, incontrarsi con gli amichetti: baci, abbracci, litigi, coccole. E le mamme, divise per piccoli gruppi arriveranno adesso senza poter entrare, a consegnano loro bimbo, che verrà subito spogliato e rivestito e non potrà condividere lo spazio con gli altri piccoli se non quelli del suo gruppo, e se piange e si dispera non potrà essere preso in braccio. Ma questo è socializzare? Ritrovare gli amichetti? Di fatto questa è prigionia per i bimbi», afferma il sindacalista.

Il personale

«Capisco che finché non troveranno un vaccino o una cura, il virus sarà sempre con noi, ma se continueremo ad avere comportamenti virtuosi arriveremo presto a "contagio zero" e i servizi andranno riaperti», ritiene Ragno. Sui centri estivi il decreto Rilancio prevede dal 15 giugno la possibilità di aperture per attività ludiche, e il servizio 0-3, che Zaia fa ripartire a livello regionale, sul piano nazionale non è previsto. «Negli spazi comunali - ricorda Ragno - non c'è la possibilità di impiegare personale comunale se non su base volontaria, previo accordo sindacale. Credo - conclude rivolgendosi all'Amministrazione - sia doveroso confrontarci nell’interesse generale di tutti. In caso contrario, cioè di apertura dei servizi a giugno, sarò costretto ad attivare tutte le forme di tutela per il personale, compreso le vie legali».

Porgetto educativo

«Apprendiamo con sconcerto che la Regione Veneto sta valutando di aprire i servizi educativi per concludere questo anno scolastico, ci pare una scelta improntata alla campagna elettorale in arrivo - dice Daniele Giordano segretario Fp Cgil - Centri estivi e attività ricreative pur essendo svolti all’aperto non sono comunque esenti da rischi per la salute dei bambini, delle educatrici, delle insegnanti e del personale ausiliario.
Siamo consapevoli che dopo tre mesi serva ai bambini ritrovare momenti di socialità. Non ci sfugge nemmeno che la chiusura dei servizi educativi sta pesando, a causa delle mancanze del governo, quasi interamente sulle donne. Equiparare però il progetto educativo alle attività ricreative è umiliante per tutto il personale che opera nelle scuole. L’attività didattica, specialmente nella fascia 0-3 anni, è fondata sul contatto e sul legame tra bambini e educatrici e non può in alcun modo essere equiparata a una semplice attività ludica. La Regione sappia che ci opporremo valutando forme di mobilitazione a riaperture che non garantiscono la salute delle lavoratrici e cancellano il valore educativo delle scuole».

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