Da centro anziani a segreteria scolastica. Auser e Cgil contro. Sindaco: «Prima i bambini»

Inaugurazione dei nuovi spazi dell'istituto Malipiero di via della Cultura a Marcon, martedì. «Tolti locali a centinaia di pensionati». Primo cittadino: «Il centro diurno in parrocchia va più che bene»

Via della Cultura a Marcon, web

Domani, martedì 10 settembre, l'inaugurazione della segreteria scolastica, in parte ricavata dal centro ricreativo per gli anziani di via della Cultura a Marcon. I lavori, iniziati da mesi, hanno cambiato i connotati allo stabile posto dall'altra parte della strada, rispetto all'istituto Malipiero, che oltre un anno fa era ancora sede del centro polifunzionale per i meno giovani. «Centinaia le persone anziane coinvolte - spiegano il sindacato Spi Cgil e l'associazione di volontariato Auser - che non possono più contare su uno spazio ricreativo e associativo, voluto anche per prevenire piaghe sociali come la ludopatia, e arricchito di attività organizzate su misura, dal ballo alle letture, dai corsi di cucito alla musica. Un pretesto dire che quei locali servivano per ampliare le stanze da destinare all'utilizzo scolastico - dice Roberto Giacomini segretario Spi Cgil Lega laguna nord est - che si trovano comunque al di là della strada, e non sono adatti neppure dal punto di vista della sicurezza. Il centro ricreativo era nato per una delibera comunale. Con obiettivi di tutela delle persone più fragili. Gli anziani durante l'estate scorsa, in attesa dei lavori, hanno continuato a trovarsi sotto un gazebo di fronte al centro chiuso: un modo per testimoniare una presenza e una necessità - secondo il sindacato Spi Cgil -. Ma poi è arrivata la doccia fredda. La mancata riapertura del punto aggregativo pubblico per gli anziani di Marcon. Non una decisione di cui l’amministrazione debba andar fiera», conclude Giacomini. Prima dell'arrivo della nuova amministrazione erano già stati destinati fondi al recupero del centro. Poi ne sono stati aggiunti altri e sono aumentati fino a 300 mila euro. Ma tutti dedicati alla ristrutturazione della scuola. 

La scelta

«Gli spazi per gli anziani ci sono e sono quelli dell'oratorio, che come centro diurno per me è sufficiente e valido - commenta il sindaco di Marcon Matteo Romanello -. La Cgia di Mestre ci dice che il nostro è uno dei Comuni con più importante crescita demografica in Veneto. Quest'anno abbiamo avuto 55 iscrizioni scolastiche in più. Avanti di questo passo serviranno più aulee e dal centro anziani ne ho ricavate tre, se non vogliamo che i piccoli vadano a scuola a Mogliano o altrove. La necessità di un Comune è quella di dare servizi ai privati e ai bambini va data priorità. Sarà anche una scelta politica, ma non mi pento. Attraverso il circolo Noi Europa, della parrocchia, vediamo comunque che le iscrizioni degli anziani non sono calate, ma aumentate. Abbiamo avuto un ritorno positivo, per un centro che è meglio attrezzato. Già il polifunzionale aveva la convenzione scaduta quando siamo arrivati noi nel 2017 - ricorda -. Erano stati fatti due sopralluoghi dell'Ulss ed era stata riscontrata mancanza di requisiti igienico sanitari, nei locali che sono stati ora ristrutturati. Poi rimasero chiusi sei mesi. L'amministrazione a oggi sta comunque cercando altre soluzioni».

Il volontariato

L'associazione di volontariato Auser, titolare dell’ultima convenzione per la gestione del centro anziani, rimarca il disagio. «Il centro polifunzionale nato negli anni ottanta fino a giugno 2017 è stato un punto di aggregazione ma anche un motore di socialità, i cui benefici erano rivolti in prima battuta agli anziani del paese, ma chiaramente con un riflesso positivo per tutta la comunità - dice Giancarlo Boschin, presidente Auser Marcon –. Nei locali gli anziani incontravano le altre associazioni del territorio: corsi di pittura, serate di ballo, scrittura creativa e letture animate, musica suonata dagli artisti marconesi accompagnati dal canto dei nostri anziani, oltre al gioco delle carte e alle tante chiacchiere in compagnia. Tutte attività, che sono andate in parte perdute e di questo ci chiediamo ancora chi ne ha giovato. Ben vengano spazi nuovi e più moderni per i ragazzi delle scuole e per gli operatori scolastici, ci mancherebbe altro – continua Boschin – ma eliminare completamente l’attenzione per gli anziani ci pare proprio una scelta sbagliata».

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