Sabato, 18 Settembre 2021
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Case nuove a canoni agevolati, il modello Zurigo per ripopolare Venezia

Cerv, consorzio di cooperative edilizie, presenterà un progetto pensato per riportare le famiglie nella città storica. «Il turismo schiaccia la città. Oltre 6mila alloggi su Airbnb, +50% in un anno»

Esperienze in altre città europee, ma anche in Veneto, da replicare a Venezia con l'intento di creare alloggi per le famiglie veneziane. È la proposta del Cerv, Consorzio di cooperative edilizie, che il 25 gennaio presenterà un progetto «operativo, fattibile e concreto» che dia un contributo per invertire la tendenza allo spopolamento della città storica. Un'idea che risponde alle linee direttrici del Consorzio: «Realizzare case confortevoli, personalizzate ed economicamente sostenibili sviluppate a partire da valori della qualità architettonica, dell’efficienza energetica, della responsabilità e della reciprocità», ricorda il presidente di Cerv, Claudio Pianegonda.

Intervento delle cooperative e prezzi ribassati

Il Consorzio vuole impegnarsi nei prossimi anni, confidando nella collaborazione con l’amministrazione pubblica, per invertire la tendenza allo spopolamento. Alla base del progetto c'è lo studio, affidato alla società di ricerca Smart Land, che tiene in considerazione i fattori più critici relativi alla residenzialità: prima di tutto l’accessibilità della casa con prezzi e canoni più agevolati, con servizi funzionali a consentire lo svolgimento delle attività quotidiane e una qualità edilizia in linea con le esigenze di riduzione dei consumi energetici e di maggiore comfort abitativo. Il modello si basa sui successi che le “cooperative edilizie” hanno ottenuto nella città di Zurigo, ma anche – proprio con il Cerv – a Cortina d’Ampezzo, dove, in collaborazione con l’amministrazione pubblica, sono state realizzate abitazioni che hanno permesso agil ampezzani di restare o ritornare nel loro Comune a un costo ragionevole, ben quattro o cinque volte inferiore ai prezzi del mercato libero.

Venezia, città per turisti

Tutto parte dalla delicata situazione della disponibilità di alloggi a Venezia, soffocata da un evidente sbilanciamento verso l'uso turistico. Lo dimostrano i numeri presentati dal Cerv: il 16% del patrimonio abitativo nella città storica è in mano al mercato turistico. Oltre seimila gli alloggi a disposizione su Airbnb, di cui l’82% consistono in intere abitazioni, con un aumento di oltre il 50% in un solo anno. Per Federico Della Puppa, responsabile area Economia&Territorio di Smart Land srl, «il fenomeno si è ulteriormente aggravato con la perdita nella città storica degli elementi funzionali alla vita quotidiana», che hanno spinto i residenti a spostarsi in terraferma.

In fuga

I dati sui movimenti interni all’ambito storico rilevano chiaramente questa tendenza con oltre 4mila residenti trasferiti negli ultimi dieci anni dalla città storica in altre parti del comune veneziano. Sempre nell’ultimo decennio i nuclei familiari sono diminuiti del 9%, sono aumentati i nuclei unipersonali (ad oggi sono ben il 52% del totale) e si è innalzata l’età media. «Un dato particolarmente allarmante – spiega Della Puppa – è la riduzione degli abitanti tra i 25 e i 40 anni: chi in teoria dovrebbe rappresentare le nuove famiglie veneziane è invece calato negli ultimi dieci anni di 3.400 unità. Sono tutti indicatori che rilevano l’allarmante declino che la città storica sta registrano in termini di residenzialità attiva». «Vorremmo realizzare un progetto concreto, iniziando da un gruppo di nuovi alloggi da destinare ai veneziani – promette Pianegonda – in una delle aree disponibili che il nostro studio sta mappando e che presenteremo alla città il 25 gennaio 2019. Il nostro non è che un punto di partenza».

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