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Parrucchieri e estetiste in casa: «Un terzo sono abusivi. Concorrenza sleale e rischi per la salute»

L'allarme della Cgia di Mestre. Gli abusivi creano la loro cerchia di clienti specie attraverso i social network. Così crescono concorrenza sleale e nessuna norma igienico-sanitaria

C’è preoccupazione in tutta la terraferma veneziana nel settore dell’estetica e dell’acconciatura per il fenomeno dell’abusivismo. A lanciare l’allarme è la Cgia di Mestre che sottolinea come questo problema sia esploso specie negli ultimi anni, con un numero sempre più vasto di abusivi della professione che si recano a casa dei clienti per eseguire tagli, messe in piega, colorazioni, trattamenti delle mani e del viso.

Cerchie create su Facebook

«Da qualche tempo a questa parte - segnala il presidente della categoria Benessere della Cgia Sergio Gnan -  gli abusivi si creano la propria cerchia di clienti anche attraverso l’uso dei social network, mettendo a rischio la salute dei clienti». Da un’analisi dell'associazione degli artigiani di Mestre gli abusivi sono addirittura un terzo del totale degli addetti del settore, e la cosa allarmante è che arrivano sempre più spesso segnalazioni di consumatori danneggiati da pratiche mal eseguite o eseguite in assenza delle prescrizioni di legge o a causa dell’utilizzo di prodotti  di scarsa qualità o, ancora, dall’utilizzo scorretto di apparecchiature o da mancanza di sterilizzazione degli strumenti.

Concorrenza sleale

«L’abusivismo, - conclude Gnan - determina concorrenza sleale nei confronti degli operatori regolari che pagano tasse e contributi e spendono molti soldi per rispettare tutte le norme igienico-sanitarie».

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