Actv: «Ognuno abbia cura a bordo dei mezzi di evitare il faccia a faccia»

Al personale il compito di monitorare la situazione e avvertire in caso di eccessivo affollamento. «Occorre che ciascuno rispetti una certa distanza ed eviti inutili assembramenti»

Actv, personale con la mascherina. Archivio

«Il gruppo Avm Actv tiene a precisare che ha sempre agito e continuerà ad agire seguendo le regole definite dagli organi istituzionali con riferimento alla capacità dei mezzi e dotazioni da utilizzare a bordo degli stessi da parte della clientela». L'azienda scrive dopo i chiarimenti del governo e della Regione di lunedì scorso sulla capacità di trasporto dei mezzi pubblici locali, anche fino al 50%, per via del distanziamento sociale necessario, con disposizione dei passeggeri «uno dietro l'altro, a meno di un metro, purché non faccia a faccia».

Giovedì sera c'è stato stato un altro momento di tensione, scaturito tra gli utenti che intendevano salire a bordo dell'ultima corsa del ferry dal Tronchetto al Lido. Il mezzo era pieno e molti rischiavano di restare a terra. Alcuni se la sarebbero presa con il personale, tanto che sono intervenute le forze dell'ordine. Alla fine è stata predisposta una corsa bis. «Il Lido ha 23 mila abitanti d'inverno, tagliare un servizio importante come il ferry nel nostro contesto è inaccettabile - dice Marino Chiozzotto di Articolo Uno Venezia -. L'azienda dice che il servizio è totalmente autofinanziato. Chiederemo un accesso agli atti per capire a quanto ammontano le entrate e a quanto le spese della linea 17 e come mai l'azienda dichiara che un servizio per collegare l'isola non è una parte coperta dalla spesa pubblica».

I doveri

«L’incremento del numero di passeggeri trasportabili, definito a partire da lunedì 18 maggio, è diretta conseguenza del dpcm emanato dal governo il 17 maggio e dell’ordinanza della Regione Veneto del 18 maggio. A seguito di tali disposizioni Avm Actv ha applicato i criteri - scrive l'azienda - per determinare il nuovo possibile carico, differente per ciascuna unità navale, ciascun autobus e per i tram». Il personale di bordo (equipaggi e conducenti), continua a spiegare, non ha alcun compito ulteriore se non quello di monitorare la situazione e avvertire in caso di eccessivo affollamento per la predisposizione di corse bis: non può sanzionare in caso di mancato utilizzo delle mascherine e non può costringere a una corretta distribuzione interna al mezzo. «Ogni singolo individuo, quindi, deve avere la premura di rispettare sempre una certa distanza dagli altri, di evitare il cosiddetto “faccia a faccia” e inutili assembramenti».

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San Giobbe

«In merito al terminal di San Giobbe, poi, esistono due ordini di problemi da risolvere propedeutici alla realizzazione: lo scavo del bacino di evoluzione dei fondali per rendere navigabile - dalle unità del trasporto pubblico - la parte di canale tra il ponte Solesin e l’incrocio con il rio di Cannaregio e lo spostamento dei numerosi sottoservizi presenti in quel tratto di laguna, con tutte le conseguenze e gli impatti economici e di autorizzazioni del caso».

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