Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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«Chiude centro d'accoglienza Darsena per richiedenti asilo», sinistra, Pd e Gasparinetti insorgono

La notizia comparsa sui social: i commenti e le reazioni. Martini: «Indignazione, si protesti». Pd: «Il Comune mantenga il servizio». Bettin: «Interrogazione al sindaco». Terra e Acqua sottoscrive

La notizia è comparsa sui social in questi giorni e ha generato commenti e reazioni. «Chiude a fine 2020 - fra pochi giorni - il centro Darsena, progetto Fontego, di accoglienza rifugiati e richiedenti asilo in centro storico». Come si legge sul sito delle Opere riunite Buon Pastore, istituzione di pubblica assistenza e beneficenza cui fa capo il centro Darsena, quest'ultimo è stato avviato nel 2001 dal ministero dell'Interno con l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e l'Associazione nazionale dei Comuni Italiani (Anci). «Gli interventi del centro sono effettuati in coordinamento con l'Uoc interventi e progetti per la protezione internazionale del Comune di Venezia».

Il consigliere comunale Gianfranco Bettin ha annunciato «battaglia»: «Presenteremo un’interrogazione al sindaco, Luigi Brugnaro - ha scritto - Il centro è attivo da circa vent’anni, una delle esperienze di accoglienza e integrazione al lungo fra le più apprezzate su scala nazionale». «L’indignazione di fronte a queste scelte deve presto tradursi in mobilitazione e protesta», ha scritto il consigliere Giovanni Andrea Martini.

Nato con l’avvio del sistema di accoglienza diffusa (l’ex Sprar, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e ora Sai, Sistema di accoglienza e integrazione), «è il più razionale, controllato, ben gestito e insieme umano dei sistemi di accoglienza - scrive Bettin - Il centro Darsena ha nel tempo seguito e accolto almeno 600 persone (30 attualmente), offrendo ospitalità in piccoli nuclei, insegnamento dell’italiano, educazione civica, supporto legale, aiuto all’inserimento lavorativo e tutela sanitaria. Negli scorsi anni era già stato impoverito di risorse e di personale. Ora, a quanto pare, senza dare garanzie per il futuro a operatrici e operatori e ai circa 30 ospiti presenti, l’ente gestore, le Opere Riunite Buon Pastore e il Comune di Venezia chiudono l’esperienza. Interroghiamo il sindaco per sapere quali siano i motivi di tale improvvisa decisione e quale sarà la destinazione degli ospiti e di chi lavora nel centro».

La notizia della cessazione sarebbe giunta alle operatrici del centro pochi giorni fa. A metà  2019 il Servizio immigrazione del Comune è stato accorpato al Servizio pronto intervento sociale, inclusione e mediazione e, secondo il centro, sarebbero stati ridotti «del 20% i posti per le persone in accoglienza». Anche l'ente attuatore, le Opere Riunite Buon Pastore, «avrebbe iniziato a disinvestire nel progetto, diminuendo il personale (da 5 a 4 le operatrici). La città di Venezia aveva aderito con serietà e dedizione all'accoglienza diffusa nazionale, nata nel 1999 in seguito all'esperienza pluriennale di progetti di accoglienza per la popolazione curda. Con la chiusura del centro Darsena si perderà l'ennesimo servizio ispirato alla solidarietà e ai diritti umani». Il Comune avrebbe proposto all'ente una proroga di un mese, fino al 31 gennaio. «Non è possibile che Venezia, da sempre città aperta, crocevia di culture e simbolo di accoglienza, si stia distinguendo come città chiusa ed escludente», ha concluso Martini.

«La Venezia accogliente e solidale perde un pezzo fondamentale della sua storia - ha commentato il gruppo consiliare del Partito Democratico - un luogo che per vent’anni ha accolto, protetto e sostenuto centinaia di persone in difficoltà, e che avrebbe ospitato nel prossimo anno 33 persone di cui 11 donne. A quanto pare il bando 2021/2022 non ha avuto adesioni ma ci si aspettava quantomeno una proroga da parte del Comune anche in considerazione del periodo di emergenza che stiamo affrontando. Non possiamo accettare che il progetto Fontego finisca qui e che venga gettato via tutto quel patrimonio di esperienza e solidarietà che l’hanno reso un servizio d’eccellenza in ambito europeo». «Dopo Betania e Muneghette chiude anche il centro Darsena - commenta il consigliere Marco Gasparinetti che sottoscrive l'interrogazione di Bettin - e a questo punto è lecito chiedersi quale sia il disegno complessivo». 

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