Muretto, i gestori: «Accanimento contro di noi, siamo capro espiatorio. Il nostro avvocato è al lavoro»

Marco Piu si è lasciato andare ad uno sfogo che spiega le ragioni della scelta presa a malincuore, soprattutto per l'indotto che la discoteca garantiva, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa

Marco Piu del Muretto

Il Muretto chiude per volontà dei gestori che, a seguito dell' "accanimento dei giorni scorsi", hanno scelto nelle scorse ore di prendere questa decisione. Uno di loro, Marco Piu, si è lasciato andare ad uno sfogo che spiega le ragioni della scelta presa a malincuore, soprattutto per l'indotto che Il Muretto garantiva, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa.

«Accanimento contro di noi»

«Era diventato impossibile continuare con questa pressione, esercitata in particolare dagli organi competenti. Con noi le autorità sono sempre state ragionevoli: ci abbiamo parlato più volte, ci hanno sempre sostenuto dicendo che una volta ricevuto l'ok dagli organi di governo noi eravamo nella completa legalità, soprattutto perchè come altri e, consentitemi, molto più di altri abbiamo disposto misure di sicurezza. Da subito abbiamo adottato il biglietto in prevendita nel quale erano specificati i dati anagrafici. Non solo: abbiamo distribuito mascherine all'interno della struttura, abbiamo garantito la presenza di un'equipe medica, di un gruppo dei vigili del fuoco, abbiamo più che raddoppiato i buttafuori, da 12 a 30. Abbiamo controllato i numeri attentamente, certificati anche dal biglietto elettronico, nonostante ci abbiamo accusato del contrario. Siamo un locale di top livello, abbiamo sempre fornito un servizio di top livello. Eppure siamo venuti a sapere informalmente in queste ore che la Prefettura di Venezia, ritenendo competente il sindaco di Jesolo, avrebbe invitato lo stesso ad assumere un provvedimento di chiusura del nostro locale. L'attacco contro di noi è evidente: mi viene il dubbio che ci abbiamo preso di mira per trasformarci in capro espiatorio di tutta la movida del Veneto. Il nostro legale è comunque al lavoro per vederci chiaro».

«Ecco quando riapriremo»

Con amarezza Piu tocca il tasto dolente dell'indotto: «Abbiamo aperto dopo tutti, valutando tutte le misure di sicurezza, e anche di più, del caso. Quello che ci dispiace più di tutto è che noi abbiamo aperto per mantenere con i nostri clienti, con il nostro territorio e con i nostri dipendenti un impegno preciso. Lasciamo a casa, invece, settanta persone perchè lavorare in questo modo, con queste pressioni, con questi controlli sproporzionati, era diventato impossibile». ,

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Infine parlando di Covid Piu si leva qualche sassolino dalla scarpa: «Ci saranno altri provvedimenti restrittivi per il locali del Veneto, ma un nuovo lockdown nei prossimi mesi lo vedo impossibile, altrimenti veramente ho paura ci sarà una vera e propria rivoluzione. Il mio pensiero è un altro: temo che le persone prendano così tanta paura, anche a causa di informazioni riportate non correttamente anche dai media come avvenuto nel nostro caso, da autodecidere di stare a casa da soli, non vivere più. Dobbiamo riflettere: una vita senza dialogo e senza socialità è impossibile. Occorre trovare delle soluzioni: noi non ci siamo arresi, ma non riapriremo finchè non si tornerà a una vita normale in discoteca».

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