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Martedì, 18 Giugno 2024

Il progetto di collocamento dei detenuti negli alberghi veneziani | VIDEO

Il primo detenuto ritenuto idoneo ha iniziato da un mese a lavorare in hotel, in cucina. Da Venezia parte il progetto pilota che poi sarà allargato a tutto il Veneto

Si è concretizzato ed è entrato nel vivo il progetto per il collocamento di detenuti e di detenute nelle realtà alberghiere del territorio veneziano. Un percorso che ha mosso i primi passi due anni fa grazie alla collaborazione tra l’Associazione Veneziana Albergatori (AVA) e il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per il Triveneto, con il supporto di Veneto Lavoro per la formazione, che ha lo scopo di promuovere e accrescere le opportunità di inserimento lavorativo all’interno e all’esterno del carcere per le persone detenute. 

Il primo detenuto ritenuto idoneo ha iniziato da un mese a lavorare in hotel, in cucina. Un minore è già stato inserito nella collaborazione con il carcere minorile. Ma altre persone sono in fase di formazione e ci sono ampi margini di inserimento in un settore, come quello alberghiero, che a Venezia offre 8mila posti di lavoro diretto e che ha un turn over continuo di circa l’8% del personale. Un’opportunità che per l’Associazione Veneziana Albergatori ha anche un valore di sostenibilità sociale, nella consapevolezza del fatto che la possibilità di avere un’occupazione fissa è una leva importante per evitare recidive e per aiutare veramente i detenuti in un reinserimento.

Il vicedirettore dell’Ava, Daniele Minotto, ha infatti commentato con soddisfazione la risposta degli imprenditori che sono pronti ad accogliere, con le dovute cautele ovviamente: «Il protocollo illustrato da  Enrico Farina, direttore del carcere di Venezia, e Angela Venezia, direttore dell’Ufficio III Detenuti e Trattamento del Provveditorato prevede infatti criteri molto rigidi e un’attenta fase di valutazione del comportamento del detenuto prima di rilasciare l’autorizzazione a svolgere attività lavorativa». Finalmente però, hanno ricordato, il carcere viene vissuto come risorsa e non solo come limite invalicabile. 

Il primo detenuto di Santa Maria maggiore che sta lavorando in hotel deve scontare ancora un anno e mezzo di detenzione ma risulta motivato a reinserirsi nella società, anche per riunirsi alla famiglia che lo sta aspettando, e sta lavorando con grande passione. Ogni giorno, quando rientra in carcere, ringrazia gli operatori e il direttore per l’opportunità. Un buon inizio quindi per il progetto che, come ha raccontato Alessandra Rossi per Veneto Lavoro ha ampi margini di sviluppo. Da Venezia parte quindi il progetto pilota che poi sarà allargato a tutto il Veneto.

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