Eraclea, altri 3 mesi per valutare lo scioglimento del Consiglio comunale

La Commissione Antimafia a Venezia: «Dal 2015 la malavita organizzata si è ulteriormente radicata. L'inchiesta di Eraclea sta portando verso Caorle. Emersi collegamenti tra il clan dei casalesi e le cosche locali»

Municipio Eraclea

Procede l'inchiesta sul caso Eraclea. Dopo gli oltre 50 arresti dell'inverno scorso, e i complessivi oltre 100 in tutta la Regione, il lavoro di indagine non è ancora concluso. Chiesti altri tre mesi di tempo per valutare lo scioglimento del Consiglio comunale per mafia. «Quel che è certo è che la Commissione Antimafia si è trovata di fronte a una situazione molto complessa e sta lavorando con grande difficoltà - ha commentato l'onorevole del Pd Nicola Pellicani, membro dell'organo parlamentare - anche per il clima poco collaborativo che sta incontrando nel territorio».

«Ulteriormente radicata»

«Le audizioni della Commissione - ha commentato Pellicani - hanno dipinto un quadro davvero inquietante sulla presenza delle mafie a Venezia e in Provincia. A conferma che la missione dell'Antimafia era quantomai utile. Sono passati quattro anni dall'ultima missione e la presenza della malavita organizzata si è ulteriormente radicata. Non si può parlare più solamente di infiltrazioni, il Veneto è un territorio pervaso dalle organizzazioni mafiose».

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Caorle

«L'inchiesta di Eraclea sta portando dritto verso Caorle dove dagli atti dell'inchiesta sono emersi collegamenti evidenti tra il clan dei casalesi e le cosche che operano a Caorle. Per approfondire la presenza della criminalità organizzata a Caorle ho chiesto l’audizione del Procuratore Capo di Trieste, in quanto territorialmente competente - continua Pellicani -. E poi le audizioni hanno anche confermato una rinnovata attenzione per il Tronchetto, dove propagini della mafia del Brenta da sempre controllano il trasporto dei turisti sui lancioni. Per affrontare una situazione così complessa, occorre però un organico adeguato, in particolare in Procura, dove c'è una carenza cronica di personale».
 

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