Criminalità, giovedì torna la Commissione Antimafia

«Le mafie hanno radici profonde in Veneto come confermano le ultime inchieste che hanno portato a oltre cento arresti in un mese»

Commissione Antimafia a Venezia a marzo 2019

La Commissione Antimafia torna in Veneto dopo quattro anni. Mercoledì 17 sarà a Verona e giovedì 18 a Venezia. L'annuncio è dell'onorevole veneziano Nicola Pellicani, del Partito Democratico, che dell'organo parlamentare è componente dal 2018. «Troverà una situazione peggiorata - afferma il deputato - : se c’è una riduzione della pericolosità militare delle mafie, grazie all’intensa attività di repressione che continua da parte dello Stato, permane una grande difficoltà a contrastare le mafie dei “colletti bianchi”, le cosiddette aree grigie, dove il rapporto tra mafie, affari e politica è una realtà con la quale siamo costretti a fare i conti. In Veneto la criminalità organizzata penetra nel mondo delle imprese e degli appalti con attività di riciclaggio, frode fiscale, estorsione».

Diffusione

Una tendenza confermata da tutti i principali indicatori, oltre che dai risultati delle ultime inchieste. L’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) rileva che in Italia, nel periodo dal 2014 al 2018, le interdittive antimafia sono cresciute del 300%. E nel Nordest hanno raggiunto quota 200, la maggior parte in Veneto. Le inchieste che a febbraio scorso hanno portato a cento arresti, tra le province di Venezia, Padova, Verona e Rovigo, sono solo la conferma di un fenomeno diffuso su tutto il territorio regionale. 

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Legalità

Nel marzo scorso, all’indomani delle inchieste della direzione distrettuale antimafia di Venezia, in attesa della missione ufficiale, la Commissione venne a Venezia e parlò apertamente in pubblico della presenza dei casalesi in paese. L’arrivo dell'Antimafia rappresenta un’occasione per scattare una fotografia aggiornata della presenza della criminalità organizzata, ma anche per promuovere la cultura della legalità, combattendo anzitutto il negazionismo, un atteggiamento diffuso. A Eraclea il radicamento dei casalesi è un dato consolidato da anni. È stato arrestato anche il sindaco con l’accusa tra l’altro di voto di scambio. E proprio in questi giorni stanno concludendosi i tre mesi di lavoro della Commissione per l'accesso che ha il compito di verificare se ci sono gli estremi per lo scioglimento per mafia del Consiglio comunale. Intanto alla scadenza è probabile che sarà chiesta una proroga di altri tre mesi. Ma al momento la Commissione si è trovata ad operare in un clima di grande omertà.
 

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