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Padiglioni, spazi per la ristorazione e parcheggio nell'area della centrale Palladio di Fusina

È il progetto della Frigerio Design Group che per il Comune, la Città metropolitana, Iuav ed Enel ha vinto il concorso “I nuovi spazi dell’energia” per il design di poli energetici in vista della dismissione degli impianti a carbone

Rendering del progetto Frigerio per Fusina

Si è concluso il primo dei quattro concorsi “I nuovi spazi dell’energia” per il design di poli energetici in vista della dismissione degli impianti a carbone entro il 2025 che a Venezia riguarda la centrale Palladio dell'Enel a Fusina. La commissione valutatrice, formata da rappresentanti di Comune, Città metropolitana, Università Iuav ed Enel, ha scelto il progetto di Frigerio Design Group.

Criteri di selezione

Al concorso, per il quale è stata favorita la partecipazione di giovani talenti, hanno aderito oltre 40 partecipanti tra studi di architettura e professionisti. Quella di Frigerio Design Group è stata considerata la migliore proposta rispetto all’obiettivo del concorso: dar vita ad un polo energetico in cui conviveranno fonti rinnovabili (solare fotovoltaico), batterie per l’accumulo di energia e impianto a gas con progetti che riducessero l’impatto paesaggistico e disegnassero un’idea nuova di centrale, prevedendo anche degli spazi a disposizione delle comunità locali. Ai partecipanti è stato chiesto di presentare idee progettuali secondo principi di sostenibilità e economia circolare, attraverso il riutilizzo delle strutture esistenti, e che possano essere adattate alle diverse fasi di conversione degli impianti. Premiati anche il secondo e terzo in classifica, le cui proposte potranno anche essere integrate nella fase di progettazione esecutiva. Al vincitore verrà affidata la pianificazione architettonica della propria proposta, la cui progettazione esecutiva e realizzazione procederà in parallelo all’iter autorizzativo dei vari progetti energetici previsti per il sito, tra i quali è attualmente in corso quello dell'impianto a gas.

Il progetto

Il progetto presentato da Frigerio Design Group propone di aprire la centrale al territorio prevedendo nella zona d’ingresso un sistema di padiglioni circolari per l’accoglienza, affiancati a spazi per la ristorazione e al parcheggio. L’immagine esterna del sito cambia volto rivestendo le strutture con nuove forme leggere, ispirate al paesaggio agricolo e ai colori della pianura veneta.? «In base alla nostra visione il futuro dell’energia - spiega Carlo Tamburi, Direttore Enel Italia - va progettato e realizzato in maniera aperta e condivisa. Grazie al contributo di architetti e designer e coinvolgendo attivamente il territorio attraverso le istituzioni e l’università, proponiamo una nuova idea di centrale elettrica: con questo progetto il polo energetico di Fusina, che ospiterà più tecnologie per favorire la transizione energetica, diventa un luogo aperto alle comunità locali, uno spazio che potrà convivere in armonia con il paesaggio e che sarà integrato con l’ambiente circostante».

I commenti

«Mentre Venezia celebra i 1600 anni dalla sua fondazione, è già proiettata verso il futuro - commenta il sindaco Luigi Brugnaro - Enel ha coinvolto Comune e Città metropolitana nelle valutazioni di progetti nella loro fase iniziale, guardando alla città del domani dal punto di vista industriale, energetico e paesaggistico. È importante ripensare un’area industriale, ed in particolar modo Porto Marghera, in modo che possa aprirsi alle comunità locali e integrarsi in piena coerenza con la nostra città che da sempre è in grado di coniugare la sua bellezza con la sua capacità produttiva. La riconversione dell’impianto di Fusina, da carbone a polo energetico che integra gas naturale, rinnovabili e sistemi di accumulo, conferma che siamo un territorio all’avanguardia nella sfida della transizione energetica e che Venezia può attrarre investimenti e nuovi posti di lavoro puntando su tecnologie sostenibili».

«Il concorso di progettazione della centrale di Fusina - commenta Alberto Ferlenga, rettore Iuav - ha dimostrato come in questo campo collaborazioni efficaci possano fornire risultati. Il concorso ha prodotto, infatti, un esito eccellente in tempi brevi. Scelti tra una vasta schiera di partecipanti il progetto vincitore e quelli selezionati hanno offerto soluzioni concrete e di alto livello sia dal punto di vista della riconversione energetica dell’impianto, che da quello della condivisione dei suoi spazi e della qualità architettonica e ambientale». I criteri di valutazione hanno riguardato la modularità e flessibilità del progetto in base alle diverse fasi di conversione dell’impianto, la fruibilità da parte della comunità, la valorizzazione del design e dell’impatto visivo, la sostenibilità sociale e ambientale con attenzione alla circolarità e al riutilizzo di strutture ed infrastrutture esistenti».

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